Scuola antisismica, il caso davanti al giudice

La Procura a dicembre ha chiesto il processo per i 5 indagati, si attende la fissazione dell’udienza preliminare
TERAMO. La richiesta di rinvio a giudizio per i cinque indagati nell’inchiesta sull’appalto della scuola antisismica di Colleatterrato risale al mese di dicembre e l’udienza preliminare, non ancora fissata, dovrebbe svolgersi tra maggio e giugno. Le indagini preliminari, dunque, sono chiuse ormai da mesi con il pm Stefano Giovagnoni che ipotizza reati come l’abuso d’ufficio, la turbata libertà degli incanti e la truffa. Accuse, quelle della Procura, che ora dovranno passare all’esame del gup che dovrà stabilire se mandare i cinque a processi o disporre il non luogo a procedere. La Procura, che sin dall’inizio ha delegato le indagini alla guardia di finanza, ha chiesto il rinvio a giudizio per Remo Bernardi, dirigente dell’ area 6 Lavori pubblici e manutenzione del Comune di Teramo; per Gianni Cimini, attualmente dirigente dell’area 7 Ricostruzione, pianificazione sostenibile e rigenerazione della città del Comune e all’epoca dei fatti (e in questa veste indagato) responsabile unico del procedimento riguardante l’appalto per l’affidamento dei lavori della scuola; per gli imprenditori Ennio Abbatescianni, nella sua veste di legale rappresentante di “Linea Informatica srl” e Remo Di Carlo, legale rappresentante di “Sife Srl”, le due società che all’epoca hanno costituito l’Ati, l’associazione temporanea di imprese, per l’appalto della scuola, e per l’architetto Stefano Mariotti nella sua veste di direttore dei lavori. (d.p.)
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