Scuola antisismica L’impresa: il Comune così fa saltare tutto

20 Settembre 2019

Abbatescianni: «Lavori quasi conclusi, non ha alcun senso l’ultimatum sui pagamenti. I ritardi? Non sono colpa nostra»

TERAMO. L’ultimatum del Comune sull’ultimazione della scuola antisismica di Colleatterrato basso rischia di «mandare tutto a carte quarantotto». Con questa espressione Ennio Abbatescianni, titolare di Linea Informatica, ditta appaltatrice dell’opera, manifesta il proprio stupore per la decisione dell’amministrazione di bloccare i pagamenti al 15 ottobre. C’è l’esigenza di rendicontare alla Regione entro fine anno l’impiego dei circa 1,1 milioni di euro destinati all’intervento, ma secondo l’imprenditore il termine fissato dall’ente bloccherebbe un’opera ormai pronta. «Il cantiere va avanti velocemente», afferma, «stiamo montando il battiscopa». Abbatescianni ammette che l’ allestimento del blocco mensa «è un po’ indietro per i tempi tecnici necessari», ma tiene a sottolineare che oltre il 90% dei lavori è stato completato. «Proveremo a concludere entro metà ottobre», osserva, «ma comunque non andremmo tanto oltre». Si tratterebbe insomma di giorni, non di mesi come prospettato nelle ipotesi più funeste, per cui l’irrigidimento dell’amministrazione affosserebbe un intervento ormai in dirittura di arrivo.
«A un prezzo basso il Comune acquisisce una struttura unica in Abruzzo», tiene a sottolineare l’imprenditore, «abbiamo realizzato 1.300 metri quadri di scuola con un risultato anche economico per l’ente». Le lungaggini che hanno fatto slittare la conclusione dell’opera di quasi un anno sarebbero dipese da problemi tecnici e burocratici solo in parte riconducibili all’impresa appaltatrice. «I subappaltatori hanno ritardato alcune forniture», spiega Abbatescianni, «e abbiamo ottimizzato le lavorazioni per apportare migliorie all’opera». Non ci sarebbe stata alcuna negligenza, insomma, da parte dell’impresa. «Ho sempre relazionato alla direzione lavori», spiega il titolare, «che tra l’altro ha ritenuto di non dover formulare ordinativi di alcun tipo». Abbatescianni tiene a chiarire un altro aspetto relativo alla tempistica dell’opera: «La prima sospensione di dieci mesi è dipesa dalla mancata sottoscrizione del contratto, che non è addebitabile all’impresa».
Nonostante le difficoltà, dunque, l’intervento è alle battute conclusive. «Mancano solo lavorazioni esterne», insiste l’imprenditore, «che paradossalmente si potrebbero fare anche con i bambini già dentro alla scuola». Non ci sarebbe motivo, in sostanza, di bloccare un’opera in dirittura d’arrivo. «Se vogliono mandare tutto a carte quarantotto, facessero pure», conclude Abbatescianni, «ma la responsabilità non sarà mia».
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