Scuola e piscina, l’opposizione lancia accuse

17 Settembre 2022

Amatucci e Forlini: «Alunni della quinta elementare in un’aula di fortuna, tutto fermo per l’impianto»

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. «Con settembre normalmente ricomincia la routine quotidiana dopo il periodo estivo. Ripartono le scuole, le attività, lo sport e l’attività amministrativa. Questo accade nella gran parte dei comuni, ma non a Sant’Egidio, sempre in ritardo su tutto». Ad affermarlo sono i consiglieri di opposizione Alessandro Forlini (Centrodestra per Sant’Egidio) e Annunzio Amatucci (Risorgi Sant’Egidio) che evidenziano come ancora una volta i cittadini siano costretti a subire disservizi per mancanza di programmazione e improvvisazioni da parte del sindaco Elicio Romandini. «Questa volta», spiegano i rappresentanti dell’opposizione, «a farne le spese sono stati i bambini della quinta elementare della scuola Salinello di Villa Marchesa, che lunedì in occasione della ripresa delle lezioni, si sono trovati praticamente senza aula poiché i locali di Villa Mattoni, adibiti durante la pandemia provvisoriamente a spazi per la didattica, sono stati restituiti all’associazione che li aveva in precedenza. Risultato: caos e soluzione temporanea lo stesso giorno di riapertura, di spostare la classe in un locale nell’attigua sede della Croce bianca, in uno spazio adattato e non adeguato».
Per Amatucci e Forlini si tratta di un paradosso il fatto «che poi il sindaco abbia detto che avrebbe risolto la questione in pochi giorni, visto che ha avuto tre mesi di tempo se non tre anni e mezzo per farlo». L’opposizione solleva un altro argomento critico. «Se per la scuola il sindaco si è preso qualche giorno, quanto tempo si prenderà per riaprire la piscina comunale?», domanda, «si sarebbe già dovuto espletare il bando di gara per assegnare la gestione scaduta a luglio e arrivare pronti alla ripartenza, visto che le famiglie si devono organizzare con l’attività sportiva. Ad oggi ancora tutto tace e chi volesse fare nuoto non ha risposte certe. Ci chiediamo quali siano le reali intenzioni del sindaco e cosa farà se e quando il bando dovesse andare deserto, considerate le assurde condizioni di appalto. Chiuderà la piscina per via dell’aumento delle utenze oppure prenderà la scusa della pandemia e di qualche evento avverso? Il tempo passa inesorabile, ai cittadini non resta che sperare e aspettare»
Domenico Laurenzi