Scuola esplosa, consegnata la super perizia

28 Aprile 2017

Conclusioni diverse da quelle ipotizzate dalla Procura, i consulenti del giudice a luglio in aula

TERAMO. Centinaia di pagine per chiarire il perchè di quell’esplosione nella scuola materna di Piano d’Accio, appena un’ora dopo l’uscita di sessanta bambini. E’ una voluminosa raccolta di dati e spiegazioni quella che i periti hanno consegnato mercoledì dopo 90 giorni di lavoro. I contenuti della super perizia non sono stati ancora attentamente esaminati dalle parti, ma da una prima sommaria lettura sembra che i periti nominati dal giudice Flavio Conciatori nella loro ricostruzione si discostino da quella fatta dai consulenti della Procura. Secondo il pm Stefano Giovagnoni (titolare del fascicolo) sono mancati interventi di manutenzione da parte di cinque rappresentanti della Cpl Concordia, la società che all’epoca aveva in affidamento dal Comune la gestione degli impianti termici delle scuole. Tra i cinque a processo c’è anche l’ex presidente della Cpl Concodia Roberto Casari, 62 anni, coinvolto anche nella maxi inchiesta sull’appalto della metanizzazione a Ischia. A processo con Casari, tutti con l’accusa di crollo colposo, ci sono Daniele Spiaggiari, 58 anni di Modena, consigliere delegato della Cpl Concordia, responsabile del servizio di prevenzione e protezione; Alfredo Lupi, 52 anni, di Sant’Omero, dirigente responsabile area della Cpl Concordia e firmatario del documento di valutazione dei rischi; Walter Lucidi, 43 anni, di Folignano, responsabile di commessa preposto della Cpl Concordia e fimatario del documento di valutazione dei rischi e Massimo Lancia, 33 anni, responsabile di cantiere. Per la procura l’esplosione sarebbe stata causata da tutta una serie di carenze a livello di sicurezza che, a fronte di una fuga di gas dovuta molto probabilmente alla rottura di un riduttore di pressione, non avrebbero consentito al metano di uscire all'esterno, con il vano caldaia che si sarebbe saturato in breve tempo. Periti in aula il 4 luglio.(d.p.)
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