Scuola esplosa, nuove accuse

Gli indagati si difendono: alcune criticità erano state segnalate al Comune
TERAMO.
L’unica certezza è che, qualora si dovesse arrivare ad un processo, sarà una battaglia a colpi di consulenze e perizie. Dopo la chiusura delle indagini per l’esplosione della scuola materna di Piano d’Accio, i cinque indagati (tra dirigenti e tecnici della Cpl Concordia, la ditta di Modena al quale il Comune ha affidato il sevizio di manutenzione degli impianti termici nelle scuole) si difendono. Lo fanno presentando delle memorie difensive al pm in cui, in alcuni passaggi, sostengono che l’impresa aveva segnalato alcune criticità al Comune. «Dopo aver ricevuto dal pm titolare dell'inchiesta Stefano Giovagnoni l’ avviso di conclusione delle indagini», scrivono in una nota gli avvocati Adriano Di Battista e Lauro Tribuiani, legali di due dei cinque indagati, «i nostri assistiti hanno depositato un'articolata memoria difensiva, con allegata perizia tecnica di parte e documentazione di sostegno, nella quale, oltre a respingere gli addebiti ipotizzati nei loro confronti, hanno diffusamente chiarito, non solo di non avere alcuna responsabilità in ordine agli spiacevoli eventi, ma di avere sempre agito, ciascuno in riferimento al proprio ruolo ed alle proprie funzioni nell'ambito della società Cpl Concordia, terzo responsabile del locale centrale termica del plesso scolastico ospitante la scuola materna di Piano D'Accio, in maniera assolutamente scrupolosa e nel rispetto della normativa vigente. In particolare, a seguito di un attento vaglio di tutte le risultanze delle indagini preliminari, a seguito di una attenta ricostruzione sia delle cause che della propria condotta, i nostri assistiti si ritengono totalmente estranei rispetto ai fatti di causa. Gli stessi confidano ora in una pronta archiviazione della loro posizione processuale, esprimendo serenità e piena fiducia nell'operato della magistratura, alla quale spetta ovviamente il compito di valutare compiutamente i fatti e di individuare, ove esistenti, le eventuali responsabilità». I cinque sono indagati per disastro colposo. (d.p.)
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