«Scuola, inclusione difficile per gli autistici»

7 Ottobre 2018

Lettera-sfogo di una mamma che denuncia: sostituiscono gli insegnanti di sostegno senza avvisarci

TERAMO. “Inclusione e autismo: tra belle parole e cruda realtà!”. S’intitola così la lettera-sfogo di una mamma del Teramano che l’ha diffusa attraverso l’associazione Abruzzo Autismo Onlus. Ragione e cuore per raccontare le difficoltà quotidiane, ma anche il coraggio e la forza dei genitori che si trovano a vivere una realtà difficile come quella dell’autismo con le incertezze spesso legate all’assegnazione dell’insegnante di sostegno e alla sua improvvisa sostituzione.
«Il calvario di un bambino autistico e della sua famiglia non riguarda solo l’aspetto medico legato alla scelta delle terapie e similari ma, come se ciò non fosse sufficiente, ogni anno, arriva a complicare la situazione e infierire sull’inerme famiglia l’assegnazione dell’insegnante di sostegno», scrive la mamma, «quando finalmente viene assegnato quanto gli spetta di diritto, all’improvviso ed arbitrariamente, il dirigente scolastico di turno, senza avvisare la famiglia può decidere di cambiare l’insegnante senza motivazione specifica. A volte basterebbe solo la sensibilità di avvisare qualche giorno prima così da aver il tempo per spiegare al bambino quel che succederà. Perché mai spiegare o dare motivazioni ad un autistico? Il bambino autistico è “assente”, secondo il sentire comune, pertanto può tranquillamente essere vittima di qualsiasi scelta amministrativa poiché i suoi sentimenti sono classificabili alla stregua di un freddo cambio di programma delle politiche interne della scuola».
Aggiunge la mamma: «Alla fine saranno i genitori a dover consolare e spiegare qualcosa che non ha reali motivazioni e per l’ennesima volta il bambino dovrà cambiare la sua figura di riferimento educativa e iniziare tutto da capo cercando di fidarsi, affidarsi ed aprirsi. Per tutti gli altri bambini sarebbe motivo di protesta il cambio continuo di insegnante ma soprattutto l’assegnazione di un insegnante di musica che insegni italiano».
E conclude con amarezza: «Noi genitori di bambini autistici dobbiamo tollerare qualsiasi decisione piombi dal cielo amministrativo, qualsiasi figura incompetente, o prima di empatia o di giusto approccio nel trattare con questi bambini dai bisogni specifici. Loro non hanno diritto ad una figura educativa competente, non hanno diritto alla continuità o all’unicità del rapporto che consenta collaborazione e fiducia».
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