Scuola “jolly” allo stadio L’opposizione dice no

1 Agosto 2017

La minoranza boccia l’idea: «I soldi per allestirla si possono usare meglio»

TERAMO. «Scuola jolly allo stadio di Piano d’Accio? Assolutamente no». L’opposizione boccia la proposta rilanciata dal sindaco Maurizio Brucchi di utilizzare i locali attigui al “Bonolis” come struttura temporanea per 700 studenti che nei prossimi mesi potrebbero essere costretti a trasferirsi durante i lavori di miglioramento sismico degli edifici a loro destinati. La soluzione, già emersa nei mesi scorsi, durante l’emergenza scatenata dalle scosse di terremoto, è stata riproposta dal primo cittadino come uno dei cardini della pianificazione sull’edilizia scolastica, alla luce dei preoccupanti indici di vulnerabilità fatti registrare da quasi la metà degli immobili comunali che ospitano attività didattiche.
Se n’è parlato ieri mattina nella seduta congiunta delle commissioni lavori pubblici e istruzione e dai consiglieri di minoranza sono arrivate una serie di obiezioni sul progetto e di sollecitazioni relative al destino delle scuole con un basso grado di resistenza sismica. Le perplessità dell’opposizione sono concentrate sui 2,5 milioni necessari per l’allestimento dei locali nei pressi della curva Sud dello stadio e sul canone di affitto che andrebbe versato al gestore della struttura di proprietà comunale, l’imprenditore Sabatino Cantagalli. «Quei soldi sarebbero regalati», sottolinea Fabio Berardini del Movimento 5 stelle, «meglio utilizzarli per un’altra struttura o per far arrivare prefabbricati o i Musp, i moduli a uso scolastico». Ilaria De Sanctis di “Insieme possiamo” evidenzia anche problemi logistici dovuti alla vicinanza della struttura con lo stadio e il centro commerciale. «Sarebbe molto difficile gestire l’entrata e l’uscita di una grande massa di studenti», fa notare, «soprattutto in alcuni periodo dell’anno e in occasione di eventi particolari che interessino gli impianti vicini». Per Maria Cristina Marroni va comunque trovata «un’alternativa urgente» per accogliere gli studenti che torneranno in classe tra poco più di un mese tamponando la «situazione drammatica» evidenziata dai risultati dei controlli. «Non si può neppure spogliare il centro storico», osserva la consigliera, «privandolo di tutte le scuole» La scurezza degli alunni va garantita, evidenzia Maria Rita Santone di “Teramo cambia”, secondo cui «le scuole con indici bassi devono essere chiuse». Su questa linea di attestano anche Gianluca Pomante e Berardini, per i quali l’amministrazione farebbe bene a non riaprire le strutture in condizioni critiche, partendo da quelle che hanno i dati più bassi, come le elementari San Giorgio e De Jacobis, fino ad arrivare a quelle con un grado di resistenza di almeno 0.6 nella scala che indica 1 come valore massimo. Questo, però, di fatto comporterebbe la chiusura di tutte le scuole, ad eccezione della Zippilli.
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