Scuola Lucidi, il gip non archivia l’inchiesta sui lavori post sisma

17 Marzo 2018

Respinta la richiesta della Procura. Il giudice chiede al pm di svolgere una consulenza tecnica «sulla natura degli interventi di adeguamento o miglioramento sismico dopo il 2009» 

TERAMO. Erano i giorni delle scosse senza fine e della paura diventata una seconda pelle dopo Amatrice. Soprattutto per i genitori mai sufficientemente rassicurati sulle condizioni degli edifici scolastici che continuavano ad essere chiusi ad ogni scossa. In particolare la scuola elementare Noè Lucidi per cui a fine 2016 numerose mamme e papà presentarono un esposto alla Procura per chiedere chiarezza sui lavori per l’adeguamento sismico. Nei giorni scorsi il gip Domenico Canosa ha respinto la richiesta d’archiviazione della Procura (il pm Bruno Auriemma titolare del fascicolo) accogliendo la richiesta d’opposizione fatta da un gruppo di genitori rappresentati dall’avvocato Monia Terzilli.
Al giudice sono bastate poche righe per non archiviare e chiedere al pm di fare una consulenza tecnica sui lavori di adeguamento sismico nella scuola «ritenuto», ha scritto nell’ordinanza, «che non possa, quantomeno allo stato, esprimersi un giudizio di infondatezza».
Nel fascicolo, rimasto contro ignoti, la Procura ha ipotizzato i reati di omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, l’abuso d’ufficio e il rifiuto d’atti d’ufficio. Ed è con una dettagliata richiesta di consulenza che il giudice ha chiesto al pm nuove indagini. In particolare, ha scritto nell’ordinanza, «una consulenza tecnica atta ad acclarare in che cosa si siano concretizzati i lavori di adeguamento e/o miglioramento sismico espletati presso l’istituto Noè Lucidi successivamente al sisma dell’anno 2009 e prima delle scosse dell’agosto e dell’ottobre 2016, nonchè la legittimità o meno dei procedimenti amministrativi inerenti e la loro conformità alle eventuali prescrizioni della Protezione civile». E non solo. Il giudice, infatti, ha chiesto che la consulenza faccia chiarezza anche su un particolare episodio segnalato all’epoca dai genitori: ovvero le lesioni sul pavimento e sul solaio. Ha scritto nell’ordinanza a questo proposito: «Chiarire la natura delle lesioni riscontrate in data 15 novembre 2016 al pavimento della classe quarta C ed al solaio, nonchè le ragioni della loro presenza nonostante i lavori effettuati in precedenza». Ed ancora: «In che cosa si siano concretizzati i lavori espletati presso l’istituto Noè Lucidi successivamente al 15 novembre 2016, la legittimità o meno dei procedimenti amministrativi inerenti e la loro conformità alle eventuali prescrizioni della Protezione civile; in genere se l’istituto abbia presentato, in data successiva all’agosto 2016 o presenti attualmente pericoli di crolli e se, dopo l’agosto 2016, vi siano state omissioni con riferimenti ai lavori necessari per rimuovere i medesimi ad opera dei soggetti (pubblici e/o privati) committenti ed esecutori dei lavori, che parimenti saranno individuati in uno agli organi competenti». Il giudice ha indicato in sei mesi il tempo massimo per le nuove indagini.
Intanto, entro breve, dovrebbero essere concluse le consulenze tecniche chieste nell’ambito della maxi inchiesta aperta dalla Procura teramana (in particolare dal pool di magistrati che si occupa del post sisma) sui 32 istituti scolastici teramani, dagli asili fino alle superiori. Per capire il perchè scuole destinatarie di fondi per lavori antisismici dopo le scosse del 24 agosto e del 30 ottobre si siano ritrovate con tanto di crepe e lesioni a minare la sicurezza di alunni e insegnanti.
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