Scuola per sub, canoni demaniali alle stelle

Il presidente Di Filippo scrive al Coni: «Aumenti fino al 600%, in questo modo si rischia di chiudere»
GIULIANOVA. Canoni demaniali troppo elevati: il presidente dell’associazione “Up and down” Giuseppe Di Filippo minaccia la rinuncia alla concessione con conseguente chiusura della scuola per subacquei.
Con una lettera al Coni, il presidente della scuola di sport subacqueo Di Filippo, chiede chiarimenti sugli aumenti dei canoni demaniali, che nell’ultimo biennio hanno subito degli incrementi consistenti, mettendo in difficoltà il futuro della concessione balneare che ora rischia di chiudere. Nella lettera, Di Filippo riferisce di essere in attesa della procedura di iscrizione al registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche per il 2024. «Gestisco una concessione demaniale», afferma, «che, pur rinnovata al 2033 con canone stabilito a 9.000 euro per 15 anni, ovvero 600 euro annui grazie anche allo sgravio del 50% riconosciuto da Coni, improvvisamente, subisce aumenti fino al 600%». Di Filippo comunica anche di essersi messo in regola con il canone relativo al 2022, pagato grazie ai contributi Covid, ma di avere seri problemi con il canone minimo annuale per gli anni 2023 e 2024, i cui importi ammontano, rispettivamente a 3.377,50 euro e 3.225,50 euro. «Chiedo se sia legale un aumento del 600%», continua Di Filippo, «disconoscendo così un contratto e una agevolazione riconosciuta dal Coni: stiamo ricevendo un trattamento economico pari agli stabilimenti balneari, che di fatto sono attività lucrative, pur essendo la nostra una realtà no profit. Per completare pretendono due annualità di cauzione, con un investimento effettuato in concessione demaniale di circa 130 mila euro». Il presidente di “Up and down” chiede di ricevere immediati chiarimenti «pena rinuncia alla concessione con danni rilevanti per una scuola di sub in mare, con tanto di vasca didattica, il tutto costruito in assenza di qualsiasi contributo pubblico».(s.g.)

