Scuola Risorgimento dichiarata inagibile

26 Gennaio 2017

E altre classificate “B” potranno riaprire solo dopo lavori

TERAMO. È sempre più complicata e preoccupante la situazione delle scuole cittadine. L'ennesimo sciame sismico, che mercoledì scorso ha riacceso paure e tensioni, si è trascinato dietro una nuova scia di danni la cui entità è ancora in corso di accertamento. Un primo effetto, però, è già sicuro: la scuola materna ed elementare Risorgimento va definitivamente chiusa.

UN'ALTRA E. I tecnici della Protezione civile nazionale, a seguito dei controlli fatti nei giorni scorsi, l'hanno dichiarata inagibile classificandola come E. La consistenza dei danni non è stata specificata nella comunicazione inviata al Comune, ulteriori elementi tecnici saranno specificati nel report che traccerà lo stato delle scuole cittadine al termine delle verifiche in corso, ma di sicuro la Risorgimento non riaprirà i battenti quando terminerà la sospensione delle attività didattiche che il sindaco Maurizio Brucchi ha prolungato fino a sabato. La scuola all'angolo tra via Sturzo e via Flaiani è la quinta in città messa fuori uso dalle scosse che si sono susseguite da fine agosto alla settimana scorsa, ma il conto è ancora aperto.

ANCORA DANNI. Finora sono stati verificati dai tecnici 11 dei 28 edifici scolastici ancora in funzione e alcuni sono stati classificati come B, dunque con danni non gravi, anche se non è ancora stato specificato di quali strutture si tratta. Per rimetterle in senso serviranno lavori che lasciano presagire un ulteriore periodo di vacanze forzate, necessario anche per trovare una sistemazione alternativa agli studenti della Risorgimento.

ARRIVANO I MUSP. «A questo punto chiederemo i moduli provvisori, in Emilia ce ne sono diversi inutilizzati dopo il sisma che ha colpito quella zona», spiega Brucchi, «o in alternativa dovremo reperire strutture private che risultano sicure». Le ipotesi sono di utilizzare i locali attualmente vuoti nell'edificio a ridosso dello stadio di Piano d'Accio o l'immobile che si trova all'incrocio tra ponte San Gabriele e la strada che porta all'hotel Michelangelo, che però è stato sottoposto a sequestro giudiziario.

APPELLO AL PRESIDENTE. Le recenti scosse e l'allarme lanciato dalla commissione grandi rischi su possibili altri forti terremoti che potrebbero coinvolgere anche il Teramano tiene in apprensione anche i dirigenti scolastici. In 23 hanno firmato una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al premier Paolo Gentiloni per sollecitare «interventi urgenti atti a valutare e risolvere la critica situazione strutturale e documentale degli edifici scolastici e l’immediata apertura di un tavolo tecnico per il monitoraggio e il controllo delle scuole, nonché per l’adozione di misure straordinarie circa la problematica evidenziata». I presidi, dunque, auspicano «una soluzione definitiva non più procrastinabile, considerato il perdurare dell’emergenza». Intanto oggi alle 10 incontreranno le autorità cittadine e provinciali in un'assemblea che si terrà nell'auditorium dell'istituto tecnico Alessandrini per valutare la situazione.

GENITORI ALLARMATI. Nell'incertezza restano anche le scuole superiori. Il comitato spontaneo Delfico chiede verifiche approfondite sull'edificio che ospita liceo classico e convitto. Gli accertamenti dei mesi scorsi, infatti, hanno evidenziato che l'immobile ha un indice di vulnerabilità dello 0,46 e secondo i genitori stando ai rilievi tecnici non sarebbe possibile calcolare la reazione della struttura in caso di altre scosse. «Inoltre si è ancora in attesa dell’intervento sull’ultimo piano che dovrebbe permettere di risolvere la problematica del ribaltamento delle pareti verificatasi dopo il sisma del 30 ottobre», afferma il comitato, «e le prove di evacuazione effettuate prima delle vacanze natalizie hanno evidenziato numerose criticità non ancora risolte». Per questo i genitori invitano il presidente della Provincia a risolvere le questioni ancora aperte, a valutare «se il complesso del Delfico sia ancora adeguato ad ospitare oltre 600 utenti tra studenti e personale» e di conseguenza ad adottare «misure alternative e preventive, sia pure provvisorie, al fine di far continuare e terminare l’anno scolastico senza ulteriori interruzioni e rischi».

Gennaro Della Monica

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