Scuola San Giuseppe, fissati i costi Sono raddoppiati rispetto al 2017

La giunta approva lo studio di fattibilità, che impegna 8,6 milioni: il primo finanziamento era di 4,1 Cavallari: «Il lungo lavoro preparatorio è concluso, ora tutti gli iter saranno più snelli. Presto le gare»
TERAMO. Cominciamo da due cifre, che da sole dicono l’essenziale. La prima è quattro milioni e 114 mila euro, la seconda è poco più del doppio: otto milioni e 657mila. La prima era il costo stimato nel 2017 dell’intervento di ricostruzione post-sisma della scuola primaria e dell’infanzia San Giuseppe, e corrisponde al finanziamento allora erogato dall’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr). La seconda è il costo dello stesso intervento aggiornato a oggi, come prevede il Pfte (progetto di fattibilità tecnica ed economica) approvato dalla giunta comunale nella seduta di giovedì scorso.
La delibera in questione è lunghissima, poiché ripercorre passo per passo tutto l’iter dell’opera da quando la San Giuseppe, a seguito delle scosse di agosto e ottobre 2016, venne dichiarata parzialmente inagibile (classificazione “C”) e sgomberata dall’allora sindaco Brucchi, con gli alunni dell’infanzia trasferiti in via Diaz e quelli della primaria alla Molinari. Il primo documento preliminare alla progettazione venne approvato il 23 novembre 2017, poi ci vollero due anni e mezzo per affidare la progettazione e la direzione dei lavori a un raggruppamento di professionisti (l’aggiudicazione è del 21 aprile 2020). I tecnici nel progetto preliminare, trasmesso nell’ottobre 2020, proposero due soluzioni alternative (una tradizionale, il rinforzo degli elementi strutturali dell’edificio esistente, e una innovativa, l’isolamento sismico alla base), e dopo l’acquisizione del parere della Soprintendenza il Comune, nel giugno 2021, stimò la prevalente convenienza della seconda soluzione. A quel punto si aprì una nuova fase, con la richiesta ai progettisti di riformulare l’analisi costi-benefici e il coinvolgimento della dirigenza scolastica, che a settembre trasmise il quadro delle esigenze. Ne venne fuori una nuova stima dei costi pari a 7 milioni e 674mila euro, stima a cui seguì un’interlocuzione durata mesi con l’Usr e la struttura commissariale, ovvero con chi avrebbe dovuto stanziare le risorse aggiuntive rispetto agli originari 4,1 milioni. Nel febbraio di quest’anno il Comune ha trasmesso alla struttura commissariale un documento di sintesi delle scelte progettuali compilato dai progettisti, che hanno poi rielaborato il piano di fattibilità tecnica-economica valutando il costo dell’opera in 10 milioni e 56mila euro. A giugno la struttura commissariale ha valutato eccessivo questo costo e imposto un tetto, stabilito in 8 milioni 660mila. Ne è scaturito (a luglio) quest’ultimo Pfte, appena approvato in giunta, che individua un costo leggermente inferiore al limite appena citato, e che ha avuto l’ok del commissario Fulvio Soccodato, l’uomo incaricato dal commissario sisma Giovanni Legnini di sovraintendere alla cosiddetta “ordinanza Teramo”.
Il vice sindaco Giovanni Cavallari rileva: «Tutta l’attività di questi anni è servita a raddoppiare il valore del finanziamento, per la San Giuseppe come per gli altri edifici pubblici interessati dalla ricostruzione post-sisma, ma anche a creare le condizioni giuridiche per cui gli studi di progettazione potessero continuare a operare nonostante l’aumento dei costi. I costi degli edifici dell’ordinanza Teramo sono già stati tutti adeguati e le progettazioni sono in fase avanzata: il progetto definitivo-esecutivo per la San Giuseppe arriverà in un mese e poi si andrà in gara. L’iter d’ora in avanti sarà molto più snello per tutta la ricostruzione pubblica, andremo molto veloci e nel giro di qualche mese faremo tutte le gare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

