Scuola, sul rientro c’è incertezza «Ignote le misure da adottare»

3 Agosto 2021

Le dirigenti scolastiche teramane sono in attesa di disposizioni sulle modalità del ritorno in classe Grido d’allarme sul personale: «Non ci sono garanzie su quante unità avremo a disposizione» 

TERAMO. Manca un mese e mezzo alla riapertura della scuola ed è tanta l’incertezza sulle modalità con cui dovrà essere organizzato il rientro in presenza per alunni e studenti. Sono diversi gli interrogativi espressi dai dirigenti scolastici di Teramo, che attendono di conoscere in dettaglio il piano messo a punto dal Governo.
«Abbiamo ricevuto una prima nota dal ministero dell'Istruzione, che però ha ancora aspetti poco chiari», dice Lia Valeri, preside dell'istituto comprensivo Zippilli-Lucidi, «per ora si consiglia vivamente di continuare ad adottare le misure di sicurezza attuate durante lo scorso anno, come l'orario dilazionato o scivolato. Si parla anche della possibilità di rivedere quelle sul distanziamento, qualora non ci siano spazi sufficienti in aula per mantenere i due metri di distanza tra insegnante e alunni e un metro tra i banchi dei ragazzi, supplendo con l'obbligo della mascherina in classe o con altri dispositivi». Di sicuro viene richiesto alle scuole di assicurare il rientro in presenza al 100%. «Con il supporto del responsabile del servizio di prevenzione e protezione stiamo iniziando a interpretare queste prime disposizioni», dice Lia Valeri, «in attesa di avere indicazioni più definite e stringenti, che spero arrivino entro pochi giorni per poter iniziare a organizzare il rientro. Al momento non abbiamo garanzie su quale tipo di organico Covid verrà dato alle scuole né sul numero delle risorse a disposizione. Il potenziamento del personale docente e dei collaboratori è fondamentale perché fa la differenza, ad esempio laddove si debbano organizzare dei gruppi più piccoli».
A fare la differenza potrebbero essere le vaccinazioni anti-Covid dai 12 anni in su, soprattutto per i ragazzi della secondaria che, per via della pandemia, nell'ultimo anno e mezzo hanno dovuto affrontare lunghi periodi di lezione a distanza. «Il ministro dell’Istruzione ha lanciato un video messaggio di sensibilizzazione rivolto al mondo della scuola, invitando a vaccinarsi per riaprire in sicurezza», osserva Loredana Di Giampaolo, dirigente dell’istituto superiore Delfico-Montauti, «è un appello che spetta fare agli organi superiori, perché l'unica strada per riaprire in sicurezza è quella dei vaccini. Fare didattica in presenza è prioritario, un traguardo che sarà più facile raggiungere e mantenere se tanti ragazzi decideranno di vaccinarsi. Rassicura sapere che a Teramo è alta la percentuale di docenti e personale scolastico ad aver già effettuato il ciclo completo. Adesso vedremo cosa faranno studenti e famiglie». Resta il nodo del personale che le scuole avranno a disposizione a settembre. «La definizione dell'organico potenziato non c'è ancora, anche se è molto importante conoscere le risorse disponibili per organizzare il rientro», dice Di Giampaolo, «per il resto, abbiamo ricevuto una prima circolare in cui si raccomanda di seguire le misure di sicurezza necessarie in riferimento all'evoluzione della pandemia, tra cui definire un orario adeguato alle esigenze del momento. Noi continueremo a seguire le prescrizioni anti-Covid perché è necessario rientrare in sicurezza, ma vedremo il da farsi non appena riceveremo ulteriori informazioni».
Un altro punto cruciale riguarda i mezzi pubblici, considerando che nel Teramano un'alta percentuale di ragazzi delle superiori è pendolare. «Il timore è che non sia cambiato nulla sui trasporti e che si debba tornare all'organizzazione della scuola con gli ingressi scaglionati e quant'altro», dice Stefania Nardini, preside dell’istituto superiore Alessandrini-Marino, «non sappiamo se l'intenzione del Governo sia quella di permettere l'utilizzo dei trasporti con il Green Pass. Quello che non vorremmo è aprire e chiudere, quando basta utilizzare vaccinazioni e protocolli certi». La dirigente accenna anche al problema dell'isolamento fiduciario delle persone vaccinate. «Devono cambiare i protocolli anche in questo senso, come stanno facendo in altri Paesi europei», spiega Nardini, «Sono problematiche che vanno affrontate prima affinché l'anno possa essere più sereno e ci si possa dedicare meno all'organizzazione e più alla didattica – molto penalizzata in questo anno scolastico stando ai risultati delle prove Invalsi. Così come al recupero dell'apprendimento e della socialità, perché sappiamo quanto sia stata sacrificata la vita degli studenti durante la pandemia». Non va dimenticato neanche il problema dell'edilizia scolastica e degli spazi interni, amplificati dalle norme sul distanziamento, che permangono per molte scuole. «Il nostro istituto è ulteriormente penalizzato dal numero di studenti, per fortuna in aumento all'Iti, ma questi ragazzi devono poter fare lezione tutti in presenza, come auspica il Governo», aggiunge la preside Nardini, «per il rientro al 100%, l'Alessandrini-Marino ha bisogno di un numero cospicuo di altre aule».
Oggi a Teramo è previsto un tavolo tecnico tra i dirigenti scolastici delle superiori e la Provincia.
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