Scuolabus negato, il caso finisce al presidente della Repubblica

Il gruppo di minoranza ricorre a Mattarella per chiedere la revoca del provvedimento del Comune: «Un comportamento discriminatorio che nega un diritto che la Costituzione garantisce a tutti»
MONTORIO. La delibera del Comune di Montorio sul trasporto scolastico e il servizio di refezione gratuiti per gli studenti con almeno un genitore italiano o comunitario, che tante proteste ha sollevato, arriva al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Non si fermano i consiglieri di minoranza Eleonora Magno e Andrea Guizzetti: dopo aver manifestato pubblicamente la propria indignazione e invitato in una lettera il sindaco Fabio Altitonante e il vice sindaco Francesca Di Luigi a modificare urgentemente i criteri di concessione del bonus, hanno inviato un documento al presidente della Repubblica, al difensore civico regionale, all’autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza nazionale e regionale e all’ufficio nazionale anti discriminazione (Unar) della presidenza del Consiglio dei ministri. Ricorso all’Unar presentato anche dall’Arci Teramo e dall’associazione Roshanak di Isola, mentre l’Arci regionale e l’Asgi lo hanno portato al tribunale di Pescara. Da tutti la richiesta di revoca del provvedimento.
«Chiediamo che ognuno per la propria competenza intervenga per l’eliminazione del “comportamento” discriminatorio», hanno scritto «o meglio della disposizione palesemente discriminatoria che limita l’uguaglianza sostanziale tra studenti e l’accesso alla formazione in attuazione al più generale diritto allo studio costituzionalmente sancito».
La delibera del 31 agosto scorso prevede che a favore delle famiglie residenti a Montorio i cui figli siano iscritti nelle scuole del posto sia prevista l’esenzione per l’anno scolastico in corso di trasporto e mensa qualora le famiglie stesse siano in regola con i tributi comunali e almeno uno dei due genitori abbia la cittadinanza italiana o di uno dei Paesi dell’Unione Europea. «Una delle condizioni per poter accedere al bonus è palesemente discriminatoria, la delibera è palesemente illegittima e sussiste il comportamento discriminatorio in relazione al fattore della nazionalità», proseguono nel ricorso Magno e Guizzetti, «una disposizione che va in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione che sancisce il principio di uguaglianza formale e sostanziale e con la direttiva Ue 98/2011 che stabilisce che tutti i cittadini di Paesi terzi che soggiornano e lavorano regolarmente negli Stati membri hanno diritto alla parità di trattamento con i cittadini dello Stato membro ospitante anche in relazione alle prestazioni familiari. Si ricorda anche che l’articolo 43 del Testo Unico sull’immigrazione stabilisce che commette in ogni caso un atto di discriminazione chiunque illegittimamente imponga condizioni più svantaggiose o si rifiuti di fornire l’accesso ai servizi sociali e socio-assistenziali allo straniero regolarmente soggiornante in Italia e che la Corte dei Conti si è espressa sulla possibilità degli enti locali di provvedere a erogare il servizio di trasporto scolastico con risorse proprie, purché strettamente connessa all’attuazione del principio superiore del “diritto allo studio” e finalizzato al perseguimento dell'uguaglianza sostanziale degli studenti». I firmatari del ricorso fanno riferimento anche alla Corte Costituzionale. «La Corte Costituzionale», hanno concluso, «ha ribadito più volte che anche lo straniero irregolarmente soggiornante gode di tutti i diritti fondamentali della persona umana». Il provvedimento del Comune in questi mesi ha innescato una protesta pubblica, striscioni e scritte e una serie di reazioni di alcuni gruppi e associazioni, ma il sindaco Altitonante ha sempre tirato dritto per la propria strada denunciando alle forze dell’ordine le offese ricevute.
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