Scuole, Cgil contro il piano «Tagli pesanti agli istituti»

26 Giugno 2023

Il sindacato contesta il riordino ministeriale che cancella sei sedi in provincia: «Si vuol far passare l’idea che la riduzione sia connessa al Pnrr, ma non è così»

TERAMO . Il piano di riduzione delle istituzioni scolastiche che il ministero dell’Istruzione si appresta a varare con effetti dall’anno scolastico 2024-2025 preoccupa la Flc Cgil. Secondo il sindacato al termine del prossimo triennio in Abruzzo ci saranno 15 istituti in meno: si passerà dagli attuali 192 a 177; sei gli istituti che verrebbero tagliati in provincia di Teramo. A livello nazionale «le 8.136 istituzioni scolastiche, attraverso smembramenti e accorpamenti di plessi e sedi, dovrebbero diventare 7.309. Verrà dunque soppresso l’8,8% delle sedi esistenti, pari a 827 unità di direzione amministrativa, con pesantissime perdite di organico tra il personale Ata, aumento della complessità organizzativa, aumento del numero di sedi e comuni a cui le istituzioni scolastiche dovranno rapportarsi e prevedibili difficoltà di gestione dell’offerta formativa», spiega la Flc Cgil. Le scuole più a rischio taglio sono quelle con pochi iscritti, ma nelle scelte di accorpamento potrebbero inserirsi anche logiche di natura politica o geografica.
«Si vuol far passare l’idea che questa riduzione del servizio scolastico sia connessa alla realizzazione del Pnrr: niente di più lontano dalla verità», prosegue la Flc Cgil, «anzi nel Pnrr ci sono le indicazioni per superare le rigidità attuali e per ridurre il numero di alunni per istituzione scolastica autonoma. Un percorso previsto al punto 3.1: “Riforma dell’organizzazione del sistema scolastico” dove si prevede un intervento sulla riduzione del numero degli alunni per classe e sul dimensionamento della rete scolastica. Invece, i decisori politici locali si sono affrettati ad approvare un altro accorpamento: il Pascal-Comi-Forti con l’Alessandrini. Nei fatti ci troviamo di fronte a un atto ostile nei confronti della scuola». Per il sindacato la scelta di accorpare gli istituti, aumentando il numero degli alunni per plesso, non è la soluzione più indicata per dare centralità alla scuola, migliorare la qualità dei processi formativi e combattere la dispersione. Per questo la Flc Cgil ha chiesto un confronto con il presidente della Regione Marco Marsilio per illustrare i problemi che il provvedimento potrebbe avere sul territorio.
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