Scuole, D’Angelo sfida la Regione: «Non indicherò tagli di dirigenze»

Il presidente annuncia battaglia contro la soppressione degli incarichi di vertice in tre istituti: «Il territorio teramano ha già subito forti penalizzazioni, si intervenga sulle altre province»
TERAMO . La Provincia non molla le dirigenze scolastiche e va allo scontro con la Regione. Dopo la riunione di qualche giorno fa sul piano di dimensionamento, nel quale rappresentanti istituzionali e del settore hanno sollecitato la revisione degli orientamenti regionali, il presidente Camillo D’Angelo rincara la dose. «Non indicheremo alcun taglio per le presidenze», scandisce, «la Regione assuma direttamente la responsabilità di questa scelta». La presa di posizione scaturisce dalla prospettiva di dover sopprimere 12 dirigenze in Abruzzo. La Regione, secondo il presidente dell’amministrazione provinciale, ha adottato un «metodo inaccettabile»: il taglio lineare di tre dirigenti scolastici per ciascuna Provincia. D’Angelo non ci sta e con il supporto del tavolo riunito la settimana scorsa annuncia battaglia.
«La Regione ci chiede di scegliere quali presidenze sopprimere, ma non lo faremo», ribadisce, «non si tratta, però, di una mera difesa campanilistica». Tra le scuole destinate a perdere la dirigenza c’è liceo artistico di Castelli che, per numero di iscritti andrebbe di fatto accorpato a un altro istituto. Secondo D’Angelo, però, i dati complessivi sulla popolazione scolastica in provincia giustificano il mantenimento delle presidenze attuali. «Il nostro territorio è quello che fa registrare il maggior incremento di iscritti in Abruzzo», tiene a evidenziare, «per cui il taglio uguale per tutti ci penalizza». La questione, secondo D’Angelo, è politica, «ma non di contrapposizione tra schieramenti diversi». A detta del presidente, infatti, il territorio teramano ha già subìto ridimensionamenti di servizi e funzioni pesanti. «Siamo di fatto i più penalizzati», osserva, «non possiamo accettare ulteriori colpi». A tre settimane dalla ripresa delle attività didattiche, dunque, la Provincia avvia il braccio di ferro con la Regione per evitare la soppressione delle dirigenze. «Auspichiamo l’adozione un criterio di equità oltre le logiche numeriche, affinché siano anche le altre tre province a farsi carico dell’ulteriore razionalizzazione», insiste D’Angelo, rinnovando l’invito a rivedere il piano già rivolto alla Regione dal tavolo con amministratori e rappresentanti degli organi della scuola. Il presidente chiama a raccolta tutte le forze politiche, al di là degli schieramenti. «Difenderemo insieme il nostro territorio e le sue peculiarità», afferma, «nell’interesse anche dei giovani e delle opportunità formative che vengono offerte loro». La Regione potrebbe agire anche in autonomia e procedere comunque al taglio, ma D’Angelo assicura «massima attenzione e impegno per scongiurare o comunque non far passare inosservate scelte penalizzanti».
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