Scuole da ricostruire, è guerra sui risultati: «Niente di concreto»

Il centrodestra contesta il report dell’amministrazione: «Solo milioni di chiacchiere, mancano progetti e cantieri»
TERAMO . «Milioni di chiacchiere», ma nulla di concreto. Si scatena la guerra dei numeri sulla ricostruzione post-sisma delle scuole. Al report sfoderato dall’amministrazione comunale, secondo cui ci sono 72 milioni di euro pronti a finanziare interventi in tutti gli edifici scolastici, dato pubblicato per rispondere alle contestazioni mosse dal gruppo di opposizione “Futuro in” sul mancato ottenimento di risorse del Pnrr, segue la presa di posizione da parte del coordinamento cittadino del centrodestra. Il suo rappresentante Alberto Covelli, ex consigliere ed ex candidato sindaco, accusa il primo cittadino Gianguido D’Alberto di «incontinenza comunicativa» e di ripetitività nell’elencare le somme destinate agli interventi per le scuole.
«Tuttavia, questa volta, ci fornisce almeno l’utile precisazione che ben 16 milioni di euro sono stati acquisiti prima dell’insediamento della sua giunta», sottolinea il coordinatore del centrodestra, secondo cui nessuno degli interventi finanziati nella fase precedente all’arrivo di D’Alberto alla guida della città si è tradotto in pratica. «Sarebbe il caso di sapere come mai in 1500 giorni, pur essendoci le risorse, non siano ancora stati redatti neanche i progetti per i seguenti edifici pubblici», insiste Covelli, «materna ed elementare Michelessi, materna Sant’Atto, materna Arcobaleno, materna ed elementare Sarti, materna e media Capuani, elementare Nepezzano, elementare San Berardo, media Giovanni XXIII e media D’Alessandro: sono scuole semplicemente dimenticate». A detta di Covelli, insomma, «in 1500 giorni, quattro anni, nonostante ci siano le risorse, solo avviate le progettazioni preliminari, cui poi dovranno seguire quelle definitive/esecutive per i seguenti edifici: materna ed elementare San Giuseppe, in attesa del progetto preliminare, media Savini, in attesa del progetto preliminare, elementare De Jacobis, in attesa del progetto preliminare, istituto musicale Braga, in attesa del progetto preliminare, e polo scolastico Molinari, in attesa del progetto preliminare». L’elencazione proposta dal coordinatore del centrodestra mira a evidenziare che «in molti casi non ci sono neanche le progettazioni, in altri solo progetti preliminari». La conseguenza è scontata. «Nessuna gara d’appalto, nessun cantiere, nessuna opera», fa rilevare Covelli, «giudichino i cittadini elettori se non ci sia un po’ da vergognarsi».
Tanto per rafforzare il concetto il coordinatore del centrodestra propone un’ulteriore sintesi della sua esposizione. «Traduzione finale: 1500 giorni, milioni di chiacchiere, e notte fonda per gli edifici pubblici. Di questo passo, e con questi amministratori, per vedere le opere e metterle in campo per la fruizione dei nostri ragazzi, ci vorrebbero come minimo 10 anni», evidenzia, «l’incredibile vicenda della ricostruzione pubblica, di cui fanno parte anche altri edifici, come il municipio e il museo archeologico, è solo uno dei più evidenti esempi del fallimento della giunta D’Alberto, troppo impegnata a vivere di foto e selfie, e assolutamente incapace di lavorare e produrre risultati».
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