Scuole, il Comune chiede i tamponi rapidi

27 Ottobre 2020

Scattano aiuti per le famiglie in difficoltà: non pagheranno la retta dei nidi per i giorni di assenza

TERAMO. A un mese dalla riapertura delle scuole e a un mese e mezzo da quella dei nidi l'assessore comunale Andrea Core, dopo aver incontrato i dirigenti scolastici, fa il punto della situazione ed evidenzia le due criticità principali che rischiano di bloccare il sistema: i tempi eccessivamente lunghi che passano tra la richiesta di un tampone e la comunicazione del risultato e la questione degli organici. «Quella relativa ai tamponi è una tempistica incompatibile con un'attività quotidiana come quella scolastica», sottolinea, «con i primi malanni di stagione c'è un'alta richiesta e si rischia di bloccare l'attività didattica». Ad aggravare la situazione c'è anche la questione degli organici. «Nel tempo che intercorre tra la richiesta, l'effettuazione dei tamponi e la comunicazione dell'esito, e nei casi di positività anche la guarigione, il personale va sostituito», continua Core, «ma per l'organico aggiuntivo non è prevista la sostituzione e questo crea problemi. Per questo in settimana faremo una riunione con i dirigenti scolastici, la Asl e l'ufficio scolastico provinciale in quanto serve un protocollo chiaro».
Sul tavolo anche l'ennesima richiesta dei tamponi rapidi per studenti e insegnanti. «Serve un adeguamento del protocollo e che ci sia un filtro a monte per sgravare il Siesp della Asl da tutta una serie di attività. Per questo chiediamo che si acceleri sui tamponi rapidi», commenta il sindaco Gianguido D'Alberto, «per quanto riguarda la didattica a distanza al 100 per cento alle superiori mi auguro che sia un provvedimento assunto per avere il tempo di programmare i trasporti, altrimenti sarebbe una resa».
I tempi eccessivamente lunghi relativi ai tamponi stanno interessando anche i nidi, creando forti difficoltà di organizzazione delle famiglie. Da qui la decisione del Comune di adottare due importanti provvedimenti: lo scomputo integrale dalla retta che pagano le famiglie per i giorni che passano dalla richiesta di un tampone per i bambini sospetti Covid alla loro riammissione a scuola, consentendo così alle famiglie di pagare solo i giorni di reale fruizione del servizio, e dei voucher per i nidi per le famiglie a basso reddito. Questa seconda misura, che scatterà senza che i beneficiari ne facciano richiesta, interesserà 50 bambini sui 170 che frequentano i nidi: le famiglie con reddito Isee inferiore a 8mila euro riceveranno un voucher da 250 euro e quelle con Isee sotto i 10mila un voucher da 100. (a.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.