Scuole, il Comune non ha ancora un solo progetto definitivo

Il comitato genitori: «Sia con Brucchi che con D’Alberto gravi ritardi, invece la Provincia va avanti» Cavallari non ci sta: «Abbiamo trovato il nulla, ora alcune progettazioni sono quasi concluse»
TERAMO. Se a quasi quattro anni dal sisma dell'agosto 2016 la ricostruzione pubblica stenta ancora a partire, la cartina al tornasole di questa situazione è sicuramente l'edilizia scolastica. Tanto che ad oggi, di fatto, si è ancora fermi alle progettazioni. Ritardi che hanno portato il mondo della scuola a fare i conti, già in regime ordinario, con carenza di spazi, doppi turni e difficoltà organizzative e che adesso, in tempi di coronavirus, rischiano di rendere ancora più difficile, se non impossibile, la riapertura in sicurezza delle scuole a settembre. A meno di non rinunciare, almeno in parte e ancora per diversi tempo, alla didattica in presenza, con tutti i problemi connessi soprattutto per i più piccoli.
«Ad oggi per le scuole comunali di Teramo non c'è un progetto definitivo e completo», tuona Leda Ragas, del comitato scuole sicure, «senza considerare che la situazione si protrae addirittura dal 2009. Non è possibile che gli uffici del Comune, a differenza di quelli della Provincia, che stanno andando avanti con progetti e lavori, siano fermi. Non ci sono ingegneri che possono fare i progetti? Allora si preparino bandi per progetti esterni. Sono state spese ingenti somme per lavori di rattoppo ma non sembra ci sia la determinazione ad andare avanti. Certo, se avessero iniziato i lavori sulle scuole nel 2009, adesso la situazione sarebbe diversa». Per la rappresentante del comitato sia la passata amministrazione che l'attuale maggioranza non avrebbero dunque fatto abbastanza sull'edilizia scolastica, a differenza dell'attività svolta dalla Provincia sulle scuole di propria competenza. «È come se ci fossero due città diverse», continua Ragas, «la Provincia che è andata avanti sui progetti, sui lavori, e chiede altri fondi, mentre il Comune resta in silenzio. Tra l'altro siamo a giugno, se si vuole cominciare a ragionare per la riapertura delle scuole il tavolo consultivo dovrebbe essere convocato adesso».
Un tema, quello della riapertura delle scuole, rispetto al quale il Comune in realtà ha avuto un incontro nei giorni scorsi con i dirigenti scolastici, in attesa che dal ministero della Pubblica istruzione arrivino le relative linee guida. Di certo, però, quello dell'edilizia scolastica, nonostante i finanziamenti disponibili per il post sisma, resta un problema. Tanto che ad oggi non ci sono date certe per l'avvio dei lavori. Ma l'assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari, che nei mesi scorsi con il rimpasto di giunta ha assunto la delega inizialmente in capo alla collega Stefania Di Padova, non ci sta a sentir dire che il Comune non ha fatto nulla. «Prima non c'era nulla», commenta, «adesso per quanto riguarda la San Giuseppe abbiamo affidato tutti i livelli di progettazione, compresa quella esecutiva, per la San Giorgio siamo in fase di affidamento della progettazione definitiva, per quanto riguarda le scuole di Villa Vomano, via Brigiotti a San Nicolò, Miss Gioia, Savini e conservatorio Braga in questi giorni usciranno i bandi per la progettazione. Sulla Risorgimento, inoltre, abbiamo recuperato un importante finanziamento per l'adeguamento sismico».
Per quanto riguarda l'avvio dei lavori, quelli per la San Giuseppe e Villa Ripa potrebbero partire entro quest’anno, mentre quelli per la Savini e il Braga salvo intoppi dovrebbero partire entro l’ estate 2021.
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