Scuole in crisi: «Difficile gestire un numero così elevato di casi»

Le dirigenti degli istituti teramani: «Per gestire il tracciamento e organizzare la didattica si lavora fino a sera sette giorni su sette. La speranza è che in questa settimana ci sia una svolta»
TERAMO. Anche se la curva sta scendendo sono ancora tanti i casi di contagio da Covid riscontrati quotidianamente tra gli studenti, il personale scolastico e le loro famiglie, e le scuole teramane si trovano in difficoltà nel gestire tracciamenti, protocolli diversificati e attività didattiche miste.
«Abbiamo nove classi in Dad, poi ci sono molti studenti in quarantena o in autosorveglianza», dice Clara Moschella, dirigente del liceo scientifico Einstein, «non si riesce a gestire facilmente il tracciamento, perché sono troppi i casi. Per seguire ogni segnalazione e organizzare di conseguenza la didattica, ci ritroviamo a lavorare fino a sera, anche nei fine settimana. È diventata una pandemia burocratica». La preside aggiunge che non sempre alla scuola viene comunicato con tempestività l'esito positivo di un test Covid: «Il tampone antigenico facilita la diagnosi e la possibilità di rientro, ma è fondamentale la comunicazione con le famiglie. Da parte loro, i ragazzi sono diventati più ligi nel rispetto delle regole, mentre i genitori stanno vivendo la situazione con un misto di ansia e rassegnazione. Possiamo solo attendere che passi».
La dirigente dell'Iis Alessandrini-Marino Stefania Nardini sottolinea la complessità di una situazione che è arrivata ormai al limite. «La gestione dei positivi assorbe tantissime energie, con carichi di lavoro enormi, ma nel frattempo ci sono le normali attività scolastiche da seguire, come gli scrutini o le nuove iscrizioni», dice, «a ciò si aggiunge la difficoltà di dover sostituire non solo i docenti contagiati, ma anche chi ha i figli a casa in quarantena. I supplenti scarseggiano e gli insegnanti rimasti si trovano a coprire all'ultimo minuto le classi. E per quanto riguarda la didattica integrata mista, con i protocolli vigenti non sono mancati i paradossi: è capitato di avere un paio di ragazzi in presenza e tutti gli altri a distanza».
La preside del liceo Milli Manuela Divisi ha affrontato nei giorni scorsi un picco di contagi nella propria scuola. «Abbiamo ancora 33 ragazzi positivi su un totale di circa 630 studenti, ma la situazione era ben diversa alla riapertura quando abbiamo ricominciato con circa 150 assenti», spiega la dirigente, «rimane il grande lavoro che il personale scolastico svolge per seguire i tracciamenti e i protocolli diversificati per la gestione dei casi, controllare i green pass e tutto quanto concerne l'emergenza, anche in orari decisamente extrascolastici».
La dirigente dell'istituto comprensivo Falcone e Borsellino - Teramo 5 Maria Letizia Fatigati riferisce che anche nella sua scuola sono numerose le classi in Dad. «Non si ravvisano situazioni di insicurezza collettiva, nel senso che si sta cercando in tutti i modi di controllare la diffusione attuando l'ordinanza congiunta dei ministeri della Sanità e dell'Istruzione», dice, «vorrei però portare alla luce la voce dei genitori. In particolare nella scuola primaria, il sistema del triplo tampone determina continue sospensioni didattiche e questo chiaramente crea disagio nelle famiglie che dal canto loro hanno attività lavorative a pieno regime».
La preside dell'Ic Teramo 4, Adriana Pisciella, spiega che sono tanti i contagi al momento ed è difficile gestire tutti i tracciamenti. «Ormai si lavora 7 giorni su 7, arrivano comunicazioni anche di sera o nei giorni festivi, è difficile star dietro a tutto», dice la preside, «ogni mattina la segreteria amministrativa si ritrova con decine di mail, con richieste per la Dad, segnalazioni di positività o di contatti stretti. Non sono mancati anche alcuni casi di reinfezioni con la nuova variante in poco tempo, motivo per cui solitamente è prevista la sorveglianza sanitaria anche per bambini e ragazzi appena guariti, se si sono avuti contatti a rischio. La situazione è complessa, in ogni classe c'è almeno un positivo: la speranza è che in questa settimana ci sia una svolta».
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