Scuole inagibili Due sono da rifare

Danni irreparabili alle strutture di via Tevere e Villa Ripa Saranno rimpiazzate dai poli a D’Alessandro e vecchio stadio
TERAMO. Le scuole di via Tevere e Villa Ripa sono irrecuperabili. I danni che hanno subìto con i terremoti di agosto e fine ottobre le hanno rese inutilizzabili. La spesa per mettere in sicurezza e adeguarle a criteri antisismici è talmente alta che risulta più conveniente ricostruirle altrove. È quanto emerso ieri mattina all’Aquila nell’incontro tra il governatore Luciano D’Alfonso, in qualità di vicecommissario abruzzese alla ricostruzione, e i sindaci dei 21 Comuni alle prese con l’emergenza creata dalle violente scosse dei mesi scorsi. All’appello hanno risposto i primi cittadini di Capitignano, Montereale, Campotosto, Crognaleto, Tossicia, Colledara, Torricella Sicura, Montorio, Civitella, Teramo, Campli, Basciano, Penna Sant'Andrea e Isola del Gran Sasso. Con loro, oltre al sottosegretario della giunta regionale con delega alla Protezione civile Mario Mazzocca, erano seduti al tavolo dell’incontro anche il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e Paolo Aielli, responsabile dell’ufficio speciale per la ricostruzione.
L’OBIETTIVO. È stato proprio D’Alfonso a ricordare lo scopo dell’incontro. «La riunione è stata convocata», ha chiarito il governatore, «per trovare una soluzione per quegli edifici scolastici che manifestano la necessità di essere delocalizzati in ragione della quantità e dell'entità dei danni subiti». In queste condizione, dunque, si trovano le scuole di via Tevere e villa Ripa per le quali il sindaco Maurizio Brucchi ha messo sul tavolo studi di fattibilità per la costruzione di nuove strutture destinate a rimpiazzare quelle non più utilizzabili, Non si tratta di veri progetti ma di soluzioni che contengono i requisiti richiesti per le proposte che il governatore entro la fine di questa settimana, con una possibile breve proroga al 6 gennaio, dovrà presentare al commissario per la ricostruzione Vasco Errrani in modo da attivare le procedure di finanziamento degli interventi approvati.
IL FUTURO NEI POLI. Per la ricostruzione delle scuole non recuperabili il Comune punta sulla realizzazione dei due poli scolastici che in passato sono stati già al centro d’iniziative per la loro realizzazione. Il meglio avviato è quello concepito per la zona lungo le sponde del Vezzola a ridosso della D’Alessandro. Si tratta di una soluzione che risponde ai criteri per accelerare la procedura e far arrivare il prima possibile i fondi necessari a realizzarla. L’area, infatti, ha già una destinazione urbanistica in linea con la costruzione del polo scolastico ed è di proprietà del Comune. L’altro intervento prospettato da Brucchi durante l’incontro di ieri interessa la zona tra il vecchio stadio e il lungofiume del Tordino. In parte recupera l’idea emersa qualche anno fa di allestire in quegli spazi un polo che raggruppasse le scuole del centro storico. Nell’intervento potrebbe rientrare anche il recupero dell’area in cui si trova il complesso della San Giuseppe, abbandonato dopo lo sciame sismico di fine ottobre. Su questi aspetti sarà necessaria un’ulteriore riflessione.
TEMPI STRETTI. Per mettere a punto le soluzioni ci sono al massimo una decina di giorni festivi compresi, per cui l’amministrazione deve accelerarre al massimo. Anche il resto della procedura sarà scandita da tempi serrati. «Le scadenze sono molto ravvicinate», evidenzia Brucchi, «ma riusciremo a rispettarle perché abbiamo due soluzioni già pronte». La progettazione delle nuove scuole sarà coordinata con le università, mentre per quelle da ristrutturare i Comuni dovranno agire da soli utilizzando i fondi nazionali.
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