Scuole, l’allarme di D’Alberto «Servono subito spazi e risorse»

Sindaco e assessori preoccupati per la ripartenza a settembre fanno appello a Governo e Regione Progetti post-sisma, la giunta rivendica: «Ci siamo rimessi in carreggiata, eravamo partiti da zero»
TERAMO. La pianificazione è partita, l’anno prossimo si tradurrà nell’avvio dei primi interventi, ma per la riapertura a settembre senza contraccolpi dovuti al rischio di nuovi contagi non basta l’impegno del Comune. Il sindaco Gianguido D’Alberto, il suo vice e assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari e i colleghi di giunta Andrea Core, delegato alla pubblica istruzione, e Maurizio Verna, che si occupa dell’abbattimento delle barriere architettoniche, fotografano così la situazione delle scuole cittadine tra le ferite ancora aperte del terremoto e la spada di Damocle della ripartenza della pandemia in autunno.
C’è mezza giunta a illustrare «i progressi fatti negli ultimi mesi», così dice il sindaco, recuperando il ritardo addebitato soprattutto alla precedente amministrazione, e ad avvertire che senza interventi a livello regionale e governativo sarà di fatto impossibile far fronte alle disposizioni anti-contagio. «In Abruzzo solo il 13 per cento delle classi al momento è in regola», sottolinea D’Alberto, «tutto il resto è da adeguare». Per farlo servono risorse e spazi al momento insufficienti, oltre a personale in più per le attività didattiche. «Non staremo al gioco dello scaricabarile», scandisce Core, «abbiamo già riunito tutti i dirigenti scolastici per organizzare la ripartenza, ma gli enti locali non possono sopperire da soli a carenze strutturali». L’assessore si dice pronto a «tutti gli atti necessari» per evitare che tra un rinvio e l’altro il Comune si ritrovi in mano a fine estate la bomba che sta per esplodere. «Convocheremo un tavolo con tutti gli attori istituzionali, l’università e gli istituti», fa sapere l’assessore alla pubblica istruzione, «per mettere a sistema tutti gli spazi disponibili».
Anche le procedure relative alla ricostruzione post-sisma necessitano ancora di un impulso. D’Alberto vincola l’ulteriore accelerazione degli interventi di parte pubblica a «una semplificazione vera». Ma intanto sottolinea l’inversione di tendenza che sarebbe stata impressa dalla sua amministrazione. «Abbiamo ripreso il governo delle nostre scuole», tiene a precisare, «una totale assenza di programmazione negli anni passati ha lasciato una situazione oggettivamente difficile rispetto alla quale ci siamo rimessi in carreggiata».
Il primo cittadino fa notare che il Comune ha il quadro chiaro della situazione per ciascun edificio scolastico e rimarca l’esigenza di spingere sulla progettazione. «Nel periodo di emergenza sanitaria, nonostante sembrasse tutto fermo a livello amministrativo, siamo riusciti a fare l’attività programmatoria», rileva Cavallari che condivide il risultato con la collega di giunta Stefania Di Padova da cui ha ereditato la delega ai lavori pubblici, «e con la macchina rodata diventa più semplice continuare nella stessa direzione». Per nove scuole è stata avviata la progettazione, con la San Giuseppe e quella di Villa Ripa in fase avanzata, mentre per le altre sono in pubblicazione i relativi bandi. Gli interventi di maggior impatto riguarderanno la San Giorgio e la Fornaci-Cona. Entrambe verranno demolite: la prima sarà ricostruita sul posto, la seconda in un’area vicina. Per altre cinque strutture sono previste verifiche sulla stabilità dei solai e in ulteriori due sono stati avviati interventi di adeguamento alle norme antincendio.
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