Scuole, l’ultima parola toccherà ai tecnici del Cnr

Il Comune firma un patto con l’istituto per validare gli indici di vulnerabilità
TERAMO. La parola definitiva sugli indici di vulnerabilità sismica delle scuole teramane la dirà il Cnr. Il sindaco Maurizio Brucchi ieri, aprendo la commissione consiliare congiunta lavori pubblici-scuole, ha annunciato la firma di una convenzione tra il Comune e il Consiglio nazionale delle ricerche, l’ente pubblico che in Italia è il pilastro della ricerca scientifica e tecnologica. I tecnici del Cnr dovranno validare le verifiche sulla vulnerabilità sismica delle scuole comunali svolte negli ultimi mesi e, spiega il sindaco, «saranno loro a dirci dove è necessario effettuare le Lc3, ovvero le verifiche più approfondite che noi abbiamo già svolto sui sei plessi più a rischio, e dove no. In questo modo abbiamo l’avallo più autorevole possibile e nel contempo risparmiamo delle risorse, visto che fare le Lc3 su tutte le scuole ci costerebbe centinaia di migliaia di euro».
Ieri in commissione, oltre ad assessori e consiglieri di maggioranza e opposizione, c’erano anche alcuni genitori aderenti ai comitati per la sicurezza nati in città nell’ultimo anno. Soprattutto a loro si rivolge Brucchi quando ribadisce che «da sindaco e padre di due studenti» si prende la responsabilità di riaprire tutte le scuole comunali tranne una, la Fornaci-Cona, «dopo aver fatto tutto quanto prevede la legge per valutare la sicurezza degli edifici. Comprendo le preoccupazioni di alcuni genitori, rispetto la scelta di non portare i figli a scuola anche se non la condivido, ma ribadisco che i nostri ragazzi possono andare a scuola con grande serenità. Credo che abbiamo fatto un buon lavoro».
Ovviamente quanto è stato fatto per avviare l’anno scolastico senza soluzioni traumatiche, come sarebbero stati i doppi turni, è nulla rispetto a quello che c’è da fare per avere scuole che siano senza alcun dubbio a prova di terremoto. Brucchi lo sa e lo dice («Ora deve partire la ricostruzione»), ma rivendica anche di aver avviato una programmazione adeguata. Lo fa sciorinando numeri: «Se sommiamo i 400 posti della San Giuseppe, i 500 della stecca nel vecchio stadio, i 75 della scuola dell’infanzia di Villa Ripa, i 120 della scuola dell’infanzia di Colleatterrato e i 500 dei Musp superiamo i 1.500, ovvero: un terzo dei posti totali per gli alunni in città li avremo nuovi e antisismici. Nel giro di un anno siamo riusciti a farci finanziare tutto questo, non credo che sia poca cosa».
Una buona notizia è arrivata nel pomeriggio per la nuova scuola dell’infanzia di Colleatterrato, che rischiava di restare un’incompiuta. «La Regione», dice Brucchi, «ci ha autorizzato a utilizzare il ribasso d’asta, circa 500mila euro, per realizzare la mensa e sistemare gli spazi esterni. In questo modo la struttura potrà essere completata».
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