Scuole, la colazione sparisce. Poi torna

1 Ottobre 2014

Dopo una settimana di sperimentazione scoppia la protesta di genitori e Pd. La giunta ci ripensa, ma il taglio ci sarà in futuro

TERAMO. La colazione prima sparisce e poi torna nel menu delle mense scolastiche. Nel giro di poche ore l’amministrazione ha corretto il tiro sulla scelta di eliminare la colazione, a base di pane e olio e frutta, dall’elenco dei pasti servizi agli alunni delle proprie scuole. La soppressione della colazione di metà mattina è stata sperimentata durante la settimana scorsa nella materna di Piano della Lenta e da oggi avrebbe dovuto riguardare tutte le altre mense.

Il taglio del menu, contestuale peraltro all’aumento del costo del prezzo del buono pasto, che passa da 3,60 euro a 4,40 euro, ha innescato veementi proteste. A raccogliere le lamentele dei genitori è stato il gruppo del Pd in consiglio comunale, secondo cui l’amministrazione vuole risparmiare «sul futuro dei nostri bambini». I consiglieri del Partito democratico stilano un lungo elenco di problemi riscontrati nelle settimane scorse per quanto riguarda i servizi scolastici. Tra questi ricordano l’aumento della tariffa per il trasporto degli alunni, il ritardo di una settimana nell’entrata in funzione degli scuolabus, il dimezzamento delle corse e il rincaro dei buoni pasto. La decisione di cancellare la colazione dal menu, dunque, sarebbe l’ultima “chicca” escogitata dall’amministrazione per abbattere i costi «mentre abbiamo ancora una giunta con nove assessori, unico caso di città con 55mila abitanti, ci costerà 1,8 milioni di euro».

Alle critiche replica immediatamente il sindaco Maurizio Brucchi, secondo cui «il Pd ha fatto tanto baccano per nulla». Il primo cittadino annuncia che, valutata la sperimentazione di una settimana a Piano della Lenta, la merenda mattutina sarà ancora compresa nel menu proposto agli alunni. «Il servizio di refezione parte oggi», chiarisce Brucchi, «per cui non c’è alcun problema né con i bambini né con le famiglie». Il ripristino della colazione per tutti è stato concordato, nel corso di una riunione tenuta nel primo pomeriggio in Comune, con i rappresentanti delle ditte Pap e Vivenda che forniscono il servizio. Si trattadi una proroga rispetto a una diversa ridistribuzione del menu che verrà comunque introdotta nei prossimi mesi. «L’abbattimento del 5% dei costi dei servizi affidati a società esterne deciso dal governo», spiega l’assessore all’istruzione pubblica Piero Romanelli, «ci costringerà a rivedere qualcosa». La colazione potrebbe essere mantenuta con un escamotage: togliendo pane e olio ma lasciando la frutta che non verrebbe più servita a fine pasto, ma anticipata al mattino. «Molti bambini non la mangiano a conclusione del pranzo», sottolinea l’assessore, «per cui sarebbe un modo per evitare sprechi». La frutta a colazione, secondo Romanelli, potrebbe risultare anche più appetibile per i bimbi che dunque seguirebbero una dieta più completa e corretta. La rimodulazione del menu, comunque, consentirebbe di mantenere un’elevata qualità del servizio. «Per rientrare nei costi avremmo potuto servire i precotti o acquistare materie prime scadenti», conclude l’assessore, «ma sarebbe una soluzione per noi inaccettabile».

Un ulteriore cambiamento, deciso ieri dall’amministrazione, riguarda il costo dei buoni pasto. Per le famiglie con reddito Isee inferiore a 10.600 euro annui non scatterà l’aumento di 80 centesimi, per cui continueranno a pagare 3,60 euro. «E’ una scelta», conclude Brucchi, «che conferma le tutele già previste in altri servizi per le fasce sociali più deboli». Per la refezione scolastica, dunque, viene riproposto in forma più limitata il meccanismo adottato per il calcolo della tariffa per il trasporto alunni. Anche in questo caso, infatti, l'esborso a carico delle famiglie è legato al reddito Isee. Per il trasporto, però, sono stati individuate sei fasce reddituali corrispondenti alla quota da pagare.

Gennaro Della Monica

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