Scuole, niente indici di vulnerabilità sismica

25 Luglio 2017

Il Comune rinvia la pubblicazione dei dati perché incompleti. La minoranza chiede l’accesso agli atti

TERAMO. Non è ancora completo l’elenco degli indici di vulnerabilità sismica delle scuole ancora sprovviste di questo dato. Il documento era atteso per ieri mattina in commissione di garanzia del Comune, ma non c’è mai arrivato. Mancano, infatti, le risultanze relative a cinque dei 19 edifici scolastici sottoposti ai controlli in base al protocollo d’intesa sottoscritto nei mesi scorsi dall’amministrazione con l’ordine provinciale degli architetti. Se riparlerà ne prossimi giorni quando, assicura il Comune il quadro sarà completo. Lo slittamento riaccende le polemiche sulle lungaggini dell’operazione destinata ad accertare la sicurezza delle scuole. «Al di là di tutto sembra che l’amministrazione voglia nascondere od omettere qualcosa», fa notare il capogruppo di “Insieme possiamo” Gianguido D’Alberto, «e comunque, a quasi un anno dalle prime scosse simiche, non è ancora in grado di fornire gli indici di vulnerabilità». Il sospetto dell’opposizione è che il Comune stia ritardando la pubblicazione dei dati perché indicherebbero livelli bassi di resistenza delle strutture scolastiche, dimostrando di conseguenza quanto poco efficaci siano stati gli interventi di consolidamento commissionati nei mesi scorsi dall’amministrazione.
Sotto accusa finisce anche la scelta del sindaco Maurizio Brucchi di convocare una riunione con i dirigenti scolastico per presentare gli indici di vulnerabilità, sovrapponendola di fatto alla seduta della commissione di vigilanza alla quale erano presenti anche un paio di rappresentanti dei comitati dei genitori. L’organismo di controllo non ha ricevuto i dati né ha potuto confrontarsi con tecnici e amministratori sulla situazione delle scuole.
Secca la replica di Brucchi, secondo cui le contestazioni mosse dall’opposizione sono infondate. «Nessuno vuole nascondere nulla», replica, «abbiamo solo evitato di pubblicare dati incompleti». Gli indici saranno consegnati alla commissione di garanzia, ma il primo cittadino annuncia anche un passaggio del documento in commissione urbanistica e forse in consiglio. L’opposizione però non si fida e ieri, al termine di una breve quanto simbolica occupazione dell’ufficio tecnico, ha presentato richiesta di accesso agli atti. «Si pensi prima alla sicurezza delle», chiosa il consigliere regionale grillino Riccardo Mercante, «e poi a Teramo capitale italiana della cultura». (g.d.m.)
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