Scuole sicure, va ripreso l’iter per i poli di ex stadio e Acquaviva

Dopo la grande paura del sisma e i progetti annunciati non c’è stato alcun intervento risolutivo Brucchi: «Abbiamo lasciato risultati e una buona programmazione, ora tocca al mio successore»
TERAMO. I progetti ci sono, i soldi a quanto pare anche, ma finora di concreto si è risolto poco o nulla per la messa in sicurezza delle scuole. La grande paura per l’emergenza innescata dai terremoti a cavallo tra agosto 2016 e gennaio 2017 ha lasciato una scia di impegni e programmi avviati dalla passata amministrazione che negli ultimi mesi è venuta via via diradandosi, fin quasi a perdersi del tutto. Toccherà al prossimo sindaco riprendere la rotta verso l’allestimento di scuole che non tengano genitori, studenti e insegnanti ogni giorno con il fiato sospeso.
POLO IN CENTRO. Una delle procedure più urgenti da far ripartire è quella per la ricollocazione di un campus scolastico nel cuore della città formato dal ripristino della elementare San Giuseppe e dalla realizzazione di una nuova media nell’area del vecchio stadio. A ricordare lo stato di questo e di altri interventi è l’ex sindaco Maurizio Brucchi. «In quella zona si può realizzare un polo da 800-1.000 studenti», sottolinea, «i fondi per l’adeguamento sismico della San Giuseppe sono stati stanziati e con l’ufficio per la ricostruzione avevamo concordato di spostare i 4 milioni di euro destinati ad abbattimento e ricostruzione della Savini sul progetto di un nuovo edificio scolastico al posto della tribuna del vecchio stadio». Quest’ultima operazione sarebbe possibile anche grazie a un accordo definito a suo tempo con gli uffici della presidenza del consiglio dei ministri per destinare parte dei finanziamenti concessi per il cosiddetto “bando delle periferie” alla realizzazione della scuola media nell’area di risulta del vecchio stadio. «All’opera verrebbero assegnati due degli oltre 16 milioni assegnati dal governo», fa notare l’ex primo cittadino, «ma per avviarla serve una variante di destinazione d’uso dei terreni». Da impiantistica sportiva dovrà essere convertita in zona per infrastrutture scolastiche e ci vorrà una delibera consiliare.
ALL’ACQUAVIVA. Altro caposaldo della pianificazione avviata dopo le scosse sismiche è il polo nei pressi della media D’Alessandro. L’idea di posizionare sul vicino lungofiume del Vezzola un Musp per materne ed elementari è stata sostituita dalla proposta di realizzare una struttura permanente. «Questa soluzione è stata concordata con il commissario alla ricostruzione Paola De Micheli che ha assicurato lo stanziamento di 5,5 milioni di euro», ricorda Brucchi, «al di là di come cambierà il governo quei soldi ci spettano perché sono stati quantificati in base al rapporto tra i posti disponibili e quelli persi nelle scuole chiuse o parzialmente inagibili». La prossima amministrazione dovrà riprendere i contatti romani e completare l’operazione.
IN PERIFERIA. Da concretizzare, poi, ci sono interventi in zone periferiche. Alla Cona va utilizzato un finanziamento di 1,2 milioni di euro per rimettere in funzione il polo Fornaci che comprende materna ed elementare, mentre un ulteriore finanziamento di 250mila è da impiegare per la sicurezza della materna di Villa Ripa.
LE DONAZIONI. A queste si aggiungono le somme donate al Comune. «I 300mila euro del Conad devono essere investiti sulla Risorgimento, già sottoposta a lavori di adeguamento», ricorda il sindaco, «e bisogna utilizzare anche i 15mila euro raccolti a Memmingen per gli arredi della Molinari». ll lavoro insomma non manca. «Abbiamo ottenuto buoni risultati e lasciato una programmazione», conclude Brucchi, «il prossimo sindaco, che senza dubbio sarà Giandonato Morra, saprà tradurre in pratica».
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