«Se non si cambia passo ricostruiremo tra 15 anni»

26 Maggio 2017

L’assessore Di Sabatino pungola l’ufficio speciale istituito dalla Regione «Non comunica a sufficienza. E il Comune deve avere un ruolo più importante»

TERAMO. Più solerzia da parte dell'ufficio speciale della ricostruzione e maggiore centralità del Comune nelle attività di pianificazione post sisma. A due mesi dal suo insediamento l'assessore Alfonso Dodo Di Sabatino Martina, che ha tra i suoi compiti la gestione dell'emergenza terremoto, lancia un grido d'allarme. «Il rischio è che per la ricostruzione servano dieci-quindici anni», afferma, «che significherebbe la distruzione definitiva della città, riducendola a dormitorio».
La priorità per Di Sabatino è che i 4.500 sfollati teramani rientrino nelle loro case il prima possibile e per questo chiama in causa l'ufficio regionale guidato da Marcello D'Alberto. «Finora», osserva, «è stato fin troppo silente. Capisco la necessità di organizzare una mole di lavoro enorme: gestire 23 comuni del cratere non è una passeggiata di salute, ma non si fanno progressi con un atteggiamento eccessivamente burocratizzato se non addirittura borbonico». L'assessore, dunque, auspica soprattutto una maggiore reattività da parte dell'Usr, che dovrebbe essere «quasi invasivo per la comunicazione». Secondo Di Sabatino la struttura «non si può limitare a diffondere comunicati o pubblicare le ordinanze sul proprio sito internet, ma sarebbe più efficace se garantisse la massima divulgazione delle informazioni anche attraverso mailing list e l'uso dei social».
Un esempio è rappresentato, a detta dell'assessore, dalle scadenze ravvicinate fissate dall'ufficio che ha sede nei locali del Genio civile per una serie di adempimenti. La prossima è il 30 maggio e riguarda la presentazione delle richieste di contributo per le attività produttive gravemente danneggiate dal sisma. «Il termine è perentorio, una volta superato si potrà solo chiedere una proroga», evidenzia Di Sabatino Martina, «ma finora sono arrivate solo 21 domande». L'assessore è a conoscenza di casi di titolari di aziende inagibili che non sanno della possibilità di ottenere il sostegno economico. Da qui nasce l'esigenza di potenziare la comunicazione, cui si aggiunge la necessità di una relazione più stretta con il Comune.
«Non possiamo essere trattati alla stregua di centri minori e che hanno subito danni inferiori», afferma Di Sabatino Martina, «non vogliamo soffocare il dialogo tra tutti gli agenti interessati a questo processo, ma l'amministrazione deve avere un ruolo di leadership e propulsivo». Il Comune attiverà il proprio ufficio per la ricostruzione, che tra l'altro dovrà gestire le pratiche relative agli edifici privati, e ha chiesto un rafforzamento dell'organico con l'inserimento di cinque addetti. «Non possiamo ragionare a compartimenti stagni», conclude l'assessore, «bisogna ricostituire un tessuto economico e sociale, non solo rifunzionalizzare immobili». Di Sabatino, insomma, si aspetta per Teramo la giusta considerazione. «Altrimenti», conclude, «alzeremo la voce».
Gennaro Della Monica
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