«Se non si può proseguire torneremo dagli elettori»

15 Aprile 2016

Il sindaco incalzato in aula da D’Alberto ammette che «il momento è difficile» ma alla minoranza dice: sono sicuro che vi batteremo ancora, con o senza di me

TERAMO. «Non sto qui a dispetto dei santi». Il sindaco Maurizio Brucchi parla dal suo scranno in consiglio comunale a poche ore dalle dimissioni dell'assessore Giorgio Di Giovangiacomo consequenziali alla decisione del gruppo di "Al centro per Teramo" di uscire dalla maggioranza. Ha appena annunciato che terrà ad interim le deleghe ai lavori pubblici e al traffico, ma per l'opposizione non basta. Il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto lo incalza, sottolinea che ormai la giunta è espressione di soli dodici consiglieri, senza contare il presidente Milton Di Sabatino e il primo cittadino stesso. Brucchi allora entra nel merito della situazione politico-amministrativa sua e della maggioranza.

«Il momento è difficile», esordisce, «è indiscutibile che per andare avanti sono necessarie assunzioni di responsabilità da parte di tutti». Richiama il rispetto del mandato elettorale quinquennale e sottolinea che «per violarlo servono comprovati motivi»: ma non vuole tirare a campare. «Mi confronterò con la maggioranza e se non ci saranno le condizioni, torneremo dagli elettori». Su queste parole Brucchi ha uno scatto d'orgoglio. «Sono sicuro comunque che vi batteremo ancora una volta», scandisce rivolto all'opposizione, «con o senza di me».

La riflessione, annuncia, sarà anche di carattere personale, non limitata al rapporto con gli alleati elettorali. Brucchi, però, lancia una frecciata alla maggioranza: «Non vorrei che facessimo il gioco del cerino perché questo non risolverebbe il problema della coalizione». Lui di sicuro non intende restare con il fiammifero in mano per bruciarsi le dita. «Nel momento in cui avrò fatto le mie valutazioni», osserva, «la città saprà quali saranno le conclusioni».

Il ringraziamento a Di Giovangiacomo per il lavoro fatto in giunta è d'obbligo. «La sua è stata una scelta sofferta», fa rilevare il sindaco, «ma la politica ha le sue regole». Per ora sarà lui a supplire all'assenza dell'assessore, ma lo scossone politico non si rifletterà sull'attività amministrativa. «Una governance c'è», ribadisce Brucchi, «continua a lavorare per il bene della città e lo farò finché ce ne saranno le condizioni».

D'Alberto fa considerazioni di segno opposto. Secondo lui, l'esempio del cerino utilizzato da Brucchi è un'ammissione di colpevolezza. «Nessuno vuole assumersi la responsabilità del fallimento di dieci anni di amministrazione di centrodestra», attacca, «non è solo un fatto politico, gli effetti si ripercuotono sui cittadini e non si può far finta di niente», Il capogruppo del Pd raccoglie il guanto di sfida lanciato da Brucchi sulle possibili elezioni anticipate. «Noi siamo pronti», conclude, «aspettiamo di sapere quale sarà il vostro candidato sindaco».

Gennaro Della Monica

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