Seccia: la Chiesa deve aiutare i bisognosi

4 Dicembre 2014

Nella nuova lettera pastorale il vescovo come il Papa invita a «raccogliere la sfida della povertà»

TERAMO. È stata pubblicata lo scorso 30 novembre la nuova lettera pastorale del vescovo di Teramo-Atri Michele Seccia. S’intitola “Collaboratori della gioia del Vangelo”, svolge un'attenta riflessione sull'attualità della Chiesa e traccia le linee di azione per il Piano pastorale diocesano per gli anni 2015-2017.

Il titolo della lettera evoca il motto episcopale di Seccia (“Adiutor gaudii vestri”, cioè Collaboratore della vostra gioia), tratto dalle parole dell'apostolo Paolo, e il contenuto è una riflessione articolata sull'esperienza della sesta Assemblea diocesana degli organismi di partecipazione, svoltasi nel luglio scorso. «Proprio da lì», si legge in una nota della diocesi, «ha preso forma una nuova idea di pastorale che assume la missionarietà quale urgenza del nostro tempo, in una convinta riscoperta della fede, per entrare nel cuore di quelle realtà che hanno bisogno di essere rivisitate. Dalle riflessioni e dalle indicazioni emerse dai lavori il vescovo ha ripercorso e puntualizzato alcuni temi che riguardano l'attualità di questa Chiesa locale, ma soprattutto della nostra società: l'educazione, i giovani, la disabilità, la famiglia... Da questi emergono gli indirizzi e gli obiettivi dell'azione pastorale diocesana che dia forza alla nuova evangelizzazione. In particolare, la "sfida della povertà", come insegna Papa Francesco. "La Comunità cristiana - si legge nella lettera - deve fare proprio lo stile di Gesù, come spiegato nella parabola del buon samaritano…Il modello di una Chiesa in uscita, capace di guardarsi intorno e fermarsi accanto all'uomo, per prenderne cura, senza fretta, con disponibilità e mettendo in gioco, sino in fondo, l'uso della propria libertà di scelta"».

Le questioni affrontate nella lettera pastorale proiettano la diocesi verso gli eventi della Chiesa italiana e in particolare verso il Convegno ecclesiale di Firenze, che si svolgerà nel novembre 2015, sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo". «La Chiesa italiana», scrive ancora la diocesi, «intende riproporre al mondo l'umanesimo cristiano che manifesta la più grande verità sull'uomo che non può vivere senza amore, se non gli viene rivelato, se non lo incontra, se non lo sperimenta e non lo fa proprio».