Secondo lavoro con la 104: licenziato

Operaio in permesso scoperto a fare il buttafuori dall’investigatore incaricato dal suo principale, l’industriale Peppino Marozzi
GIULIANOVA. Si rivolge ad una agenzia investigativa per controllare un dipendente sospettato di utilizzare i permessi per l’assistenza al padre, come prevede la legge 104, per fare un’altra attività e scopre che, durante i giorni di permesso, il dipendente fa il buttafuori in un locale giuliese. Scatta il licenziamento e il giudice del lavoro del tribunale di Teramo Daniela Matalucci da ragione al titolare, respingendo tutte le richieste di reintegro avanzate dal lavoratore stesso. Sono finiti i tempi d’oro per i furbetti e così, l’iniziativa presa all’amministratore delegato della Giplast Giuseppe Marozzi, potrebbe fare scuola e ed essere presa a esempio come comportamento da seguire per stanare i dipendenti disonesti.
A raccontare l’accaduto è lo stesso imprenditore giuliese che ripercorre le tappe del cammino giudiziario iniziato il 16 marzo 2010. E’ proprio in tale data che il dipendete dell’ex Giprofil (ora Giplast Group) viene licenziato per uso scorretto dei permessi della legge 104. Il titolare, infatti, facendo caso al fatto che le richieste per accudire il padre capitassero sempre nei fine settimana o a ridosso delle festività (cosa che evitava all’operaio di svolgere anche turni notturni) assolda un investigatore privato. Quest’ultimo scopre che il dipendente, nei giorni in cui si avvaleva della legge (che permette ai lavoratori che dichiarano di assistere un familiare disabile di usufruire di 3 giorni al mese di assenza dal lavoro, come permessi), svolge l’attività di buttafuori in un locale della costa giuliese. L’uomo, tuttavia, dopo essersi visto recapitare la lettera di licenziamento, fa ricorso al giudice del lavoro dichiarando di aver realmente utilizzato i permessi per accudire il genitore e che solo dopo avergli prestato le cure si assentava alcune ore «per svago». L’operaio, quindi, chiede al tribunale di essere reintegrato avanzando anche una richiesta di indennità a titolo di risarcimento dei danni. La prima udienza viene fissata il 10 gennaio 2011, ma l’iter giudiziario si protrae fino a giove scorso quando il giudice pronuncia la sentenza che conferma il licenziamento dell’operaio. «E’ fondamentale», commenta l’imprenditore giuliese, «rafforzare quel senso etico e di responsabilità personale per non cedere alla tentazione dell’illegalità che può avvolgere chiunque. La legge 104 rappresenta uno strumento di grande conquista sociale ed è per questo motivo che bisogna usufruirne con il massimo rispetto ed onestà».
Margherita Totaro
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