Secondo rinvio a giudizio per il manager Cretarola

L’ex amministratore e il successore accusati del mancato versamento dell’Iva: secondo loro non andava pagata, per il pm omessi 700mila euro d’imposta
TERAMO. È una storia infinita, almeno per i risvolti giudiziari, quella di Teramo Lavoro, la società in house della Provincia che gestiva i servizi all’impiego e che ha sospeso la propria attività, per essere poi messa in liquidazione, all’inizio del 2013 lasciando a casa 110 dipendenti. La procura, dopo aver chiuso la seconda inchiesta, ha firmato la citazione diretta a giudizio per gli ex amministratori Venanzio Cretarola e Gabriele Recchiuti. Entrambi, per periodi più lunghi Cretarola (dal 2010 al 2012) e per un breve periodo Recchiuti (nominato amministratore a fine marzo 2013), sono accusati di dichiarazione infedele per il mancato versamento dell’Iva.
Anche questo fascicolo è del pm Stefano Giovagnoni che ha delegato il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza a fare accertamenti fiscali e contabili sulla società. Secondo le Fiamme Gialle la società avrebbe omesso di versare Iva per circa 700 mila euro. Per la Finanza, infatti, la società in house non sarebbe esente dal regime Iva anche nel caso dei servizi finanziati con il Fondo sociale europeo. Di diverso avviso gli ex vertici della Teramo Lavoro che, nel corso delle indagini, hanno risposto alle contestazioni di investigatori e inquirenti sostenendo che la società ha adottato una sorta di doppio regime fuori campo Iva per le attività del Fondo sociale europeo e fatturazioni con Iva per le attività strumentali fornite agli altri settori dell’ente Provincia. Il tutto, hanno sempre sostenuto, affidandosi ad una prassi ormai consolidata in ambito europeo e seguendo anche precise indicazioni dell’Agenzia delle entrate. Per ora, dunque, si scontrano due diverse interpretazioni delle normative che fanno già intuire una futura battaglia a colpi di consulenze nel corso del dibattimento.
Intanto è iniziato il processo a carico del presidente della Provincia Valter Catarra, dell’ex amministratore Venanzio Cretarola e di Salvatore Lagatta, ex direttore del personale di Teramo Lavoro e attuale sindaco di Bussi, tutti e tre imputati per abuso d’ufficio. Catarra e Cretarola sono accusati anche di truffa e falso. A Cretarola, inoltre, il pm contesta il reato di peculato.
La prima inchiesta del sostituto procuratore Giovagnoni verte sull’uso del fondo sociale europeo (Fse) da parte della società e, in particolare, sulla nomina dell’ex amministratore Cretarola a coordinatore del progetto nella società. Una nomina che, secondo la procura, sarebbe avvenuta con modalità irregolari. Accuse, quelle contestate nella prima inchiesta della procura, che ora dovranno essere provate nel corso del dibattimento.
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