Sedata dopo 5 ore una rivolta di detenuti

29 Giugno 2023

In dieci si ribellano al trasferimento di uno di loro e si barricano in sezione: necessario l’arrivo del gruppo d’intervento

TERAMO. Sono serviti gli agenti del Gio (gruppo di intervento operativo) della polizia penitenziaria per sedare una rivolta messa in atto ieri mattina da dieci detenuti all'interno del carcere di Castrogno. La squadra speciale, appositamente formata ed equipaggiata per interventi così delicati e ad alto rischio, ha riportato l'ordine nella struttura penitenziaria senza conseguenze fisiche per detenuti e agenti.
I disordini, placati nel tardo pomeriggio, sono iniziati attorno all'ora di pranzo quando nella sezione media sicurezza alcuni detenuti hanno attivato una protesta contro il trasferimento di un detenuto romano. Proprio quest'ultimo avrebbe sollecitato le violenze, mettendosi a capo della rivolta: in dieci si sono così barricati all'interno della sezione, utilizzando dei tavoli per serrare le porte e spaccando vetri e suppellettili. Gli agenti sono intervenuti immediatamente, ma senza esito. La direttrice Lucia Di Feliciantonio e il comandante Livio Recchiuti hanno avviato le attività di dialogo e persuasione con i rivoltosi, cercando di farli desistere. Ma anche la strada diplomatica non ha avuto successo. Il passo successivo è stato obbligato: i vertici dell'istituto hanno chiesto l'intervento del Gio, giunto nella struttura nel primo pomeriggio. La squadra speciale, composta da venti agenti sia dell'istituto di Teramo che di quelli di Pescara, Lanciano e del Lazio, ha fatto irruzione nella sezione occupata alle 17. Muniti di manganelli, scudi e divisa antisommossa, i poliziotti hanno posto fine alla rivolta in pochissimi minuti senza dover usare la forza. I detenuti, infatti, si sarebbero immediatamente arresi. Tutti sono stati trasferiti ieri stesso in altre strutture. Il Sappe di Teramo, il sindacato di polizia penitenziaria, tramite il segretario Giuseppe Pallini, ha espresso gratitudine al Gio per come ha saputo condurre l'intervento ripristinando l'ordine.
Quello di Castrogno è un carcere che spesso finisce al centro delle cronache per aggressioni agli agenti, atti autolesionistici di detenuti, rivolte, risse. Le cause sono note: sovraffollamento e carenza di personale. La struttura potrebbe ospitare 255 detenuti, ma oggi ne accoglie 422 e la metà ha disturbi psichici. In servizio ci sono 146 poliziotti, ma la pianta organica ne contempla 216. Una situazione complessa dove inevitabilmente si inseriscono episodi gravi. Fra i più recenti, il processo appena aperto a carico di otto detenuti rei di aver messo in atto una rivolta nel gennaio 2022; mentre lo scorso marzo, nell'arco di pochi giorni, si sono succeduti una maxi rissa fra reclusi e il sequestro di un agente.
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