Sede dell’Ipersimply, ritirate le offerte

17 Ottobre 2019

Incontro in municipio sulla cassa integrazione che scade a fine mese: non c’è più nessuno che vuole acquisire il capannone

TERAMO. Il 1° ottobre 2018 ha chiuso al pubblico l’Ipersimply di Piano d’Accio e più o meno di questi tempi, un anno fa, dopo aver preparato il trasloco i 53 dipendenti hanno definitivamente abbandonato la struttura.
In questo anno, soprattutto i primi mesi, si sono susseguite speranze che la storica sede – che per 23 anni ha ospitato un supermercato – riaprisse, con un altro gruppo commerciale. Speranze che si sono ufficialmente spente in questi giorni. Ieri mattina, nell’incontro che si è svolto in municipio e a cui hanno partecipato, oltre ai sindacati e a una rappresentanza dei lavoratori, anche l’assessore regionale al lavoro Piero Fioretti, il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore Simone Mistichelli, è stato chiarito una volta per tutte che non c’è più alcuna trattativa per la cessione del capannone e che il gruppo Conad, che inizialmente era interessato, si è tirato indietro. L’estrema vicinanza alla sede del supermercato Oasi, d’altronde, pesa in maniera negativa.
Sul fronte dei 53 lavoratori in questo anno molto è cambiato. La cassa integrazione scade il 31 ottobre e non sarà prolungata. In questo periodo 23 dipendenti si sono ricollocati in altre sedi del gruppo Auchan (che ha acquisito ormai tempo fa la catena) e 20 hanno fatto la cosiddetta “non opposizione al licenziamento”. Per i dieci che sono rimasti i sindacati – ieri mattina erano presenti alla trattativa Mauro Pettinaro, segretario della Filcams Cgil e Luca Di Polidoro della Fisascat Cisl – è stata fatta una nuova trattativa per cercare all’interno del gruppo Auchan una ricollocazione il più possibile vicina a Teramo: sei sono stati sistemati in un altro punto vendita e quattro non hanno accettato la ricollocazione.
«L’ulteriore problema, comunque, per coloro che sono stati riassorbiti dal gruppo Auchan», sottolinea Mauro Pettinaro della Filcams, «riguarda le prospettive future: con l’acquisizione del gruppo da parte della Conad si prevede un numero cospicuo di esuberi e quindi anche il sacrificio a fare chilometri e chilometri per andare al lavoro – peraltro la maggior parte è part-time, quindi con uno stipendio ridotto – potrebbe rivelarsi vano in quanto il posto risulta comunque a rischio». (a.f.)
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