Seggiovia, c’è la gara da 250mila euro all’anno

Bando della Gran Sasso Teramano per la gestione degli impiantidi Prati di Tivo Ceci: canone troppo alto, andrà deserta. Bacchion: dobbiamo coprire le spese
PIETRACAMELA. Tutto come da copione, la Gran Sasso Teramano chiederà 250mila euro l'anno più Iva per gestire la cabinovia dei Prati di Tivo nel prossimo quinquennio. In ritardo rispetto a quanto annunciato, il bando per l’affidamento degli impianti di risalita è stato pubblicato lunedì in Gazzetta ufficiale e da ieri è consultabile insieme al capitolato sul sito della società pubblica.
La gara riguarda l’affidamento degli impianti (oltre alla seggiocabinovia da 12 posti, le 2 seggiovie biposto e quadriposto e la sciovia doppia “Jolly 1 e Jolly 2”) e dei servizi collegati, tra cui la biglietteria, la preparazione delle piste, l’innevamento artificiale e la manutenzione. Due i criteri per l’aggiudicazione: l’offerta economica (50 punti su 100) e quella tecnica (i restanti 50). La scadenza è il 24 novembre, poi entro il 27 si procederà all’apertura dei plichi e la valutazione delle offerte.
Fatto il bando, restano però le perplessità sul rischio di una gara destinata ad andare deserta visto l’importo chiesto. «Prati di Tivo finirà come Prato Selva, “chiusa” ormai da un anno», attacca il presidente dell’associazione “Uniti per Fano Adriano”, Tommaso Ceci, che lancia un appello agli operatori dei Prati ad unirsi per salvare la montagna teramana. «Lanceremo anche una raccolta firme», aggiunge, «per chiedere ai soci della Gran Sasso Teramano la rimozione dell’attuale Cda».
Sulla gara però l’amministratore della società, Marco Bacchion, tira dritto: «Il canone è stato fissato in base alle esigenze finanziarie e ai mutui contratti dalla Gran Sasso, in ogni caso il bando sarà pubblicizzato anche al Nord per attirare grandi aziende del settore». Il piano B non c’è ancora, ma il manager assicura che «in questo mese saranno valutate le altre alternative avanzate dagli operatori turistici». Su tutte, l’ipotesi di una gestione diretta da parte della società e la compartecipazione con gli stessi operatori. «La prima può esser decisa solo dai soci della Gran Sasso», taglia corto Bacchion che ha già inviato la documentazione sulla società al nuovo presidente della Provincia (l’ente è il socio di maggioranza), Renzo Di Sabatino. Sulla seconda, precisa invece, «c’è da valutare cosa s’intende per “compartecipazione”, vale solo per gli utili o pure per le spese?». Intanto, un’ultima buona notizia c’è e riguarda la revisione quinquennale per la cabinovia da effettuare obbligatoriamente entro dicembre: «I lavori», chiude l’amministratore, «sono iniziati ieri (lunedì per chi legge, ndr) e termineranno entro 40 giorni, quindi in tempo la stagione invernale».
Fabio Marini
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