Segnali di ripresa: vendute 13 ville nel quartiere deserto da due anni

6 Aprile 2016

In soli sette mesi l’agenzia “Percorso casa” ha piazzato oltre metà degli alloggi del bivio di Miano realizzati da una banca tedesca e rimasti invenduti. Merito dei prezzi bassi e dei mutui convenienti

TERAMO. Dall’alto della collina che sovrasta il lato sud di Teramo arriva un segnale di ripresa dell’economia cittadina. Prende infatti vita “Mirante - residenze nel verde”, il nuovo quartiere di ville sito al bivio di Miano, a tre km dal centro, rimasto disabitato per quasi due anni.

Le vendite nel complesso immobiliare, di recente affidate all’agenzia immobiliare “Percorso casa" di corso San Giorgio, sono decollate da dicembre in poi. Del futuristico complesso progettato dallo studio di architettura Pomponi e associati sono state vendute 13 unità su 21. Chi le ha comprate? In gran parte giovani coppie teramane, ma anche alcuni funzionari di enti. Le richieste maggiori sono arrivate per le unità più piccole ma anche le ville di maggiori dimensioni hanno fatto registrare molte richieste e quattro vendite. Decisiva, ovviamente, è stata la diminuzione dei prezzi. Al momento in cui la costruzione del quartiere venne completata (novembre 2014) le case costavano tra i 230mila e i 440mila euro. Ora le più grandi si vendono intorno ai 300mila, le più piccole poco sotto i 200mila.

Gianluca Rapagna, titolare di “Percorso casa”, per Mirante parla anche di aspetti psicologici e comunicativi. E spiega: «È stato difficile superare la diffidenza per un complesso bloccato da anni e su cui vi era molta disinformazione, dicerie e notizie talvolta messe in giro artatamente per distogliere clienti interessati. Con l’occasione precisiamo che tutte le ville sono di proprietà di una delle prime 300 banche al mondo, la Aareal Bank, quotata alla Borsa di Francoforte. Le abitazioni sono tutte libere (non ipotecate) e con certificato di abitabilità pronto. Non sussistono problemi di natura strutturale o relativi all’area in cui sono state realizzate (per ogni unità realizzata sono stati realizzati preventivamente due sondaggi e relazioni idrogeologiche). Si attendeva comunque il primo acquisto ed il primo residente per sbloccare la situazione. E il primo residente è arrivato il 24 dicembre scorso. La qualità ha fatto il resto: alta tecnologia e finiture elevate».

In generale, un addetto ai lavori come Rapagna può riferire di uno sblocco delle compravendite immobiliari in città. «Il mercato dà segnali di ripresa», dice, «soprattutto in un settore, quello delle case singole, ville o villette, rimasto paralizzato per alcuni anni, a causa dello spauracchio tassazione, dei costi d’acquisto e di gestione e della paura di abitare da soli. All’aumento della domanda e delle compravendite di immobili non corrisponde però un aumento dei prezzi che, al contrario, ancora subiscono dei forti ribassi o comunque sono stazionari. Oggi grazie ai prezzi abbordabili (che spesso per ville e villette sono uguali o inferiori a quelli di buoni appartamenti), a costi di gestione più contenuti (grazie alle nuove tecnologie delle fonti rinnovabili) e al cambio di rotta delle banche, che erogano mutui a condizioni e tassi molto vantaggiosi, è il momento migliore per acquistare».

Tornando a Mirante, l’agente immobiliare rivela un retroscena («Il complesso stava per essere ceduto in blocco da Aaeral Bank a un investitore abruzzese quando sono arrivate le prime vendite, abbiamo dovuto chiamare d’urgenza per bloccare l’operazione, già alla firma del cda») e fornisce un’anticipazione: «Ora i proprietari del complesso valutano l'idea di proseguire e terminare le 11 ville rimaste da costruire, che sarebbero vendute a prezzi lievemente superiori ma sempre interessanti. E stanno valutando, su richiesta del partner venditore, di mettere a disposizione un’area polivalente per attività sportive e ricreative».

I nuovi residenti del quartiere non più fantasma fanno anche un appello al Comune. «Attendono», conclude Rapagna, «la denominazione di via Rodomonti, già deliberata in consiglio, ed i numeri civici. Senza, c’è qualche disagio per le utenze». (d.v.)

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