Sei giorni per capire il mondo dei ciechi

TERAMO. Come vede il mondo chi non può vedere? Da questa domanda posta a un ipovedente è nato il film del regista teramano Pietro Albino Di Pasquale “Nei tuoi occhi”, che si propone di mostrare come...
TERAMO. Come vede il mondo chi non può vedere? Da questa domanda posta a un ipovedente è nato il film del regista teramano Pietro Albino Di Pasquale “Nei tuoi occhi”, che si propone di mostrare come vede il mondo chi è affetto da gravi patologie visive e dal quale è nato l’omonimo progetto presentato ieri mattina alla Asl di Teramo. “Nei tuoi occhi, un altro modo di vedere il mondo”: questo il titolo dell’iniziativa portata avanti dall’associazione Bambun con una serie di partner per sensibilizzare la cittadinanza al problema di handicap come la cecità e per favorire l’inclusione di chi ne è affetto. Una settimana, da lunedì a sabato prossimi, di incontri, dibattiti, concerti, proiezioni, ascolti e laboratori con professionisti di vari settori, tra i quali oculisti e insegnanti, per provare a vedere il mondo diversamente e dagli occhi di non vede. Una serie di iniziative, tra cui la proiezione del film di Di Pasquale, che culmineranno con la passeggiata al buio per le vie della città sabato 19, alla quale parteciperà il sindaco Maurizio Brucchi – un’esperienza, ha detto il sindaco, che «mi arricchirà come amministratore, ma soprattutto come cittadino e che ci permetterà di impegnarci sempre di più contro le barriere architettoniche» – e il concerto al buio in serata nell’auditorium di Santa Maria a Bitetto. Un impegno di tutta la città di Teramo per i 1200 ciechi e ipovedenti della provincia, che nelle parole del presidente regionale dell’Unione ciechi Italo Di Giovine, desiderano «essere autonomi ed essere integrati completamente nel tessuto sociale e lavorativo della società». Un progetto supportato dall’Ufficio scolastico provinciale e promosso nelle scuole, dalla Fondazione Tercas, dall’università e dalla Asl di Teramo, «che porta avanti un impegno sociale della cecità» come ha spiegato il direttore amministrativo della Asl Maurizio Di Giosia. Un momento di riflessione, ha concluso Di Giovine, che “speriamo ci dia attenzione e permetta di far capire a tutti le varie situazioni che ci sono nell’ipovedenza per raggiungere un’integrazione e un’inclusione che ancora sono lontane».
Adele Di Feliciantonio
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