Selta, da Draghi arriva il via libera all’acquisizione

14 Luglio 2021

Tortoreto, firmato il decreto per l’aggiudicazione definitiva dell’azienda delle telecomunicazioni alla Digital Platforms

TORTORETO. Il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi con il Governo ha preso una decisione sul futuro della Selta, l’azienda delle telecomunicazioni fallita con sede a Piacenza e uno stabilimento importanti a Tortoreto: via libera all’acquisizione da parte della Digital Platforms, a cui era stata aggiudicata provvisoriamente ad aprile dopo l’asta. Con il decreto firmato nei giorni scorsi e già inviato alla Camera dei deputati e al Senato, la presidenza del Governo ha però posto delle prescrizioni all’acquisizione da parte della società italiana controllata dal fondo lussemburghese Le Cambre: acquistare i tre rami d'azienda e garantire la prosecuzione delle loro attività produttive in Italia, compreso quello sulla cyber security, per almeno due anni, mantenendo i livelli occupazionali. Lo ha fatto in virtù dei poteri speciali del cosiddetto Golden Power che il Governo può esercitare per bloccare o per dettare specifiche condizioni nell’acquisto di aziende di settori strategici per la sicurezza nazionale, come la cyber security e il mondo delle telecomunicazioni in generale in cui lavora la Selta.
La notizia dell’atteso decreto viene da Cadeo, in provincia di Piacenza, dove l’azienda ha la sua sede principale. Ma non è ancora stata resa ufficiale, con tanto di pubblicazione del decreto e comunicazione alle parti sociali, che attendono ancora. Sono circa 80 i lavoratori nello stabilimento di Tortoreto dell’azienda in amministrazione straordinaria.
L’acquisizione provvisoria da parte della Digital Platforms, anticipata da prese di posizione pubbliche della società, tra cui una riunione con i componenti della giunta regionale abruzzese, è stata invece ufficializzata a fine aprile in una riunione del ministero dello Sviluppo economico, dopo che l’azienda ha vinto la gara battendo la concorrenza del gruppo Pfc. Da lì è partita l’istruttoria del Governo affidata al ministero della Difesa conclusasi con il decreto che dà il via libera all’aggiudicazione definitiva.
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