“Semina” delle vongole in mare

22 Novembre 2016

Tre tonnellate di novellame sparse a 2.500 metri dalla costa

GIULIANOVA. Ammonta a circa tre tonnellate la quantità di vongole giovani “seminate” al largo della costa dal Co.Ge.Vo. al fine di ottimizzare una più rapida riproduzione dei bivalve. L’imbarcazione Fabrizio I si è spinta fino a 2.500 metri dalla battigia dove, fino a venti anni fa, il prodotto era presente naturalmente e in abbondanza.

L’attività di incremento. denominata “restocking”, è curata in collaborazione con l’istituto zooprofilattico “G. Caporale” attraverso la dirigente Carla Giansante. La gestione del progetto del ministero per le Politiche Agricole affidato al Co.Ge.Vo. è molto impegnativa con circa 60 chilometri di costa da gestire, tra le province di Teramo e Pescara, e ben 82 imbarcazioni adibite alla pesca specifica.

L’attività del settore è ferma da oltre due mesi per consentire il ripopolamento del fondale e sui natanti alla fonda si fanno solo lavori di ordinaria manutenzione. Indubbiamente un duro colpo per la marineria e per la sua economia con riflessi anche sul commercio e la ristorazione. Giovanni Di Mattia, presidente del “Consorzio Gestione Vongole sottolinea”: «Il nostro esercizio di pesca è fermo da tempo proprio per consentire uno sviluppo armonico delle vongole in termini di consistenza. Abbiamo seminato in ottobre e nel mese in corso per vedere premiati i nostri notevoli sforzi. Entro il 10 dicembre andremo a controllare i risultati conseguiti dall’esperimento e, se positivi, torneremo a ripetere l’opera di semina del novellame a più largo raggio sempre con l’ausilio dell’istituto zooprofilattico. Vogliamo rendere questo segmento di pesca quanto più sostenibile», conclude Di Mattia, «con la consapevolezza che ci attende un altro lungo periodo di fermo, almeno fino a marzo».

Alfonso Aloisi

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