Sempre più giovani tornano al lavoro in campagna

TERAMO. Sempre più giovani fanno ritorno all’agricoltura, per la crisi economica, certo, ma non solo. Attenzione all’ambiente, allo stile di vita, ma anche volontà di investire sui propri desideri:...
TERAMO. Sempre più giovani fanno ritorno all’agricoltura, per la crisi economica, certo, ma non solo. Attenzione all’ambiente, allo stile di vita, ma anche volontà di investire sui propri desideri: sono queste le motivazioni di alcune aziende o cooperative formate da giovani, presenti alla fiera di Piano d’Accio. L’identikit dei ragazzi intervistati evidenzia una formazione spesso universitaria, non necessariamente del settore, il ritorno a vecchie colture con un’attenzione alla ricerca ma sempre votata al rispetto del territorio, una passione aiutata magari da lasciti familiari, ma anche un senso pratico che fa dell’agricoltura un secondo lavoro. Il birrificio artigianale Fontedellatte, che si trova a Teramo nell’omonima contrada, è nato meno di anno fa dall’idea di Alfonso e Marco Pomanti, Umberto Bartolini ed Ernesto Narcisi. I quattro hanno deciso di trasformare un’esperienza casalinga decennale in un’impresa. Attualmente propongono tre varietà di birra, chiara, ambrata e bianca, con un quarto tipo in arrivo. Appassionati, ma con i piedi ben piantati per terra, i giovani hanno spiegato: «Abbiamo deciso di lanciarci, vediamo cosa succederà, ma abbiamo anche un altro impiego».
Hemp farm è invece una cooperativa agricola di Tortoreto nata a marzo 2015 e composta da Daniele Di Martino, Alessandro Palumbo e Marco Sborgia: i tre, spinti da interessi comuni, hanno deciso di riunirsi e avviare la produzione della canapa (semi e fiori e loro derivati come olio, farina, tisane, ma anche birra o pasta). Attualmente stanno collaborando con la facoltà di bioscienze dell’università di Teramo in una ricerca sullo studio delle erbe officinali.
L’ultimo stand visitato ospita due aziende a conduzione familiare composte da due giovani coppie. Carpalaterra – questo il nome dell’azienda agricola – è nata tre anni fa a Garrano alto dalla volontà di Luisa De Januariis e Massimo Romanello, che hanno ripreso in mano possedimenti di famiglia. La coppia si è specializzata sul recupero dei grani antichi, ossia, come ci spiega Luisa, grani che si coltivavano fino agli anni '50, senza selezione dei semi in laboratorio e senza l’ausilio di diserbanti chimici. Producono grano solina, grano tenero tipico abruzzese, che cresce bene anche nelle zone montuose e che mantiene una costanza di produzione, pur non eguagliando le quantità industriali. «Noi riusciamo ad ottenere 25 quintali ad ettaro, le produzioni industriali arrivano fino ad 80», spiega Luisa. E ancora grano duro della qualità Senatore Cappelli e farro. Anche Simona Olivieri e Alessio Di Battista nel 2014 hanno deciso di mettere su una società agricola a conduzione familiare, Il borgo degli gnomi, che si trova a Varano di San Giovanni, coltivando grani tradizionali, come la rosciola, la canapa e una varietà locale di ceci. Architetto lei, antropologo lui, la coppia è rientrata da Firenze con l'intenzione di cambiare il proprio stile di vita: «Abbiamo deciso di trasformarci da consumatori critici a produttori responsabili». (e.m.)
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