Sempre più difficile bloccare i lavori dei centri di raccolta

19 Dicembre 2021

Il cantiere va avanti, la Lega avverte: «A questo punto o si continua o il Comune subirà un grave danno erariale» 

ROSETO. Proseguono i lavori per la realizzazione dei centri di raccolta e del riuso nel terreno a sud dello stadio Fonte dell’Olmo, anche se l’amministrazione, come più volte ha ribadito il sindaco Mario Nugnes, ha espresso l’intenzione di parlare con il direttore dei lavori e la ditta per vedere se c’è la possibilità di rimodulare i progetti e cambiare, magari, la localizzazione. L’ipotesi di bloccare i lavori, però, diventa sempre più remota. «Le soluzioni sono due», commenta il responsabile locale ambiente e territorio della Lega, Filiberto Di Giuseppe, «o continuare con i lavori o il Comune, in caso di blocco degli stessi, subirebbe un danno erariale notevole. Se infatti bloccassero i lavori la Regione si riprenderebbe il finanziamento e il Comune dovrebbe restituire anche i soldi del mutuo contratto».
Tutto è partito due anni fa, a ottobre 2019, quando l’amministrazione Di Girolamo ha presentato in conferenza stampa i due progetti per il centro di raccolta e il centro di riuso. Fino a febbraio 2020 non ci sono state polemiche, ma dopo un mese, a metà marzo, sono stati resi pubblici i dati del progetto e la consigliera d’opposizione Rosaria Ciancaione per prima ha sollevato dubbi sulla localizzazione. Nelle settimane successive anche altri consiglieri d’opposizione, tra i quali Nugnes, si sono uniti nelle proteste, e sono nati anche comitati come “No al centro di raccolta rifiuti nel cuore della cittadella dello sport” della presidente Monia Petraccia, e il comitato “Quartiere Fonte dell’Olmo” della presidente Lorena Mastrilli (ora assessore), oltre all’Ascom Abruzzo. Nel frattempo sono state raccolte 1.312 firme, da parte del comitato “No al centro di raccolta rifiuti nel cuore della cittadella”, contro la localizzazione dei due centri, ed è partito un ricorso al Tar, tuttora pendente, presentato da diverse associazioni, cittadini e attività commerciali, per bloccare i progetti di realizzazione dei due centri. Per domani intanto è prevista l’udienza che dovrebbe decretare il dissequestro del centro di raccolta dell’autoporto, ora a norma dopo il sequestro avvenuto nel luglio 2017 per le recinzioni e il fondo non a norma.
©RIPRODUZIONE RISERVATA