Senza stipendio da sei mesi gli operatori della casa-famiglia

Bellante, allo stremo il personale della struttura per minori gestita dalla coop Infanzia e adolescenza La Cgil chiede un incontro al prefetto: «Con il loro senso di responsabilità mandano avanti il centro»
BELLANTE. Non ricevono lo stipendio da sei mesi. E ora molti non hanno nemmeno più i soldi per andare a lavorare. Sono gli operatori della cooperativa sociale “Infanzia e adolescenza” che gestisce, a Collemoro di Bellante, una comunità educativa per minori allontanati dai nuclei familiari su provvedimento dell’autorità giudiziaria, cioè del tribunale dei minori o su richiesta dei servizi sociali di competenza, cioè i Comuni. A darne notizia è la Cgil Funzione pubblica che sull’argomento ieri ha chiesto un incontro urgente in prefettura.
I lavoratori devono percepire le mensilità di novembre e dicembre 2017, gennaio, febbraio e marzo 2018. In questo lasso di tempo da 13 sono scesi a 8, in quanto chi ha potuto è andato via appunto per il grave ritardo nei pagamenti.
«Abbiamo svolto tre incontri nell’ufficio relazioni industriali della provincia di Teramo», esordisce Amedeo Marcattili della Fp Cgil, «dove la cooperativa aveva preso degli impegni affinchè si potessero risolvere una volta per tutte le annose questioni riguardante il pagamento degli arretrati. Una quarta riunione era stata concordata per il 2 maggio affinchè si potesse raggiungere un accordo sulle retribuzioni arretrate. In modo del tutto irrispettoso, sia dei lavoratori che delle istituzioni, la cooperativa non si è presentata all’incontro».
La situazione dei lavoratori è al limite della sopportazione: la maggior parte non ha più nemmeno i soldi per la benzina in modo non solo di andare al lavoro ma anche per accompagnare i bambini e i ragazzi ospiti a scuola o, ad esempio, a fare una visita, visto che per svolgere questi compiti usano l’auto propria. «Vorremmo ricordare ai dirigenti della cooperativa che solo il forte senso di responsabilità e la professionalità degli operatori hanno impedito pesanti conseguenze e riflessi negativi sulla attività e sui soggetti ivi ospitati, stiamo parlando di minori abbandonati», sottolinea non a caso Marcattili, «la misura è colma non è più possibile giocare con i diritti di chi, anche a proprie spese, manda avanti un servizio importantissimo per la società». Il sindacalista, nel rimarcare che l’intervento è volto anche a tutelare i minorenni ospiti della struttura, annuncia di aver chiesto al prefetto Graziella Patrizi di convocare un tavolo istituzionale con tutte le parti in causa.
« Non lasceremo nulla di intentato affinchè i giusti diritti dei lavoratori vengano rispettati e i fruitori del servizio non siano abbandonati al proprio destino» conclude il sindacalista a cui risulta che la cooperativa non abbia mai pagato nemmeno l’affitto al Comune di Bellante.
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