Senza telefono per settimane Tim non indennizza tutti

La società non si ritiene responsabile dei disservizi dovuti alla mancanza di elettricità I cittadini protestano e il Corecom la bacchetta: «Altri gestori sono più disponibili»
TERAMO. A due mesi dalla grande nevicata il bilancio dei danni e dei disagi è ancora in aggiornamento e il gestore di servizi che sembra uscirne peggio non è Enel ma quello che conoscevamo come Telecom e ora si chiama Tim. Non solo e non tanto per il fatto che, come leggete nell’altro articolo, migliaia di utenze telefoniche (soprattutto fisse, ma anche mobili) sono rimaste disattivate nell’entroterra per settimane, ma anche e soprattutto perché si registra da parte di Tim una certa resistenza a riconoscere gli indennizzi.
IL CASO. Le segnalazioni giunte in redazione sono diverse, a mo’ di caso-simbolo citiamo quella di una legale di Sant’Egidio il cui studio professionale è rimasto senza linea telefonica dal 17 gennaio al 9 febbraio. 23 giorni di isolamento per i quali l’avvocato in questione ha chiesto il ristoro dei danni, ricevendo la seguente risposta da Tim: «La informiamo di aver effettuato le dovute verifiche dalle quali non sono emersi elementi che ci consentano di accogliere la sua richiesta. Infatti, il ritardo nella riparazione del guasto è stato generato da cause non imputabili a Telecom Italia. Per tale motivo non è possibile riconoscerle l’indennità prevista dalle condizioni generali di contratto». Il nocciolo della questione a quanto pare è il blackout elettrico, che in molte zone dell’entroterra si è protratto per oltre dieci giorni, ma anche la quantità di neve caduta, che impediva alle squadre del gestore di raggiungere e riparare le linee. Tim dunque, per quel primo periodo di emergenza, ritiene di non avere responsabilità.
IL CORECOM. «Su rimborsi e indennizzi per i disservizi telefonici registrati durante l'ondata di maltempo, riscontriamo apertura e disponibilità da parte di Fastweb e Vodafone, mentre c'è rigidità da parte di Telecom, che ha detto di non poter riconoscere gli indennizzi». Lo ha affermato ieri il presidente del Corecom Abruzzo, Filippo Lucci, nel fare il punto sui disservizi nel sistema delle telecomunicazioni in occasione dell'eccezionale ondata di maltempo di gennaio. «Durante il periodo di emergenza sisma e maltempo - ha detto Lucci - il Corecom Abruzzo si è fatto promotore di una serie di iniziative nei confronti dei gestori telefonici coinvolti sollecitando l'immediato ripristino dei servizi. Tutte le segnalazioni pervenute sono state immediatamente trasmesse agli operatori telefonici ai quali è stato chiesto di intervenire tempestivamente per la risoluzione della problematica. Tra le ulteriori iniziative intraprese il Corecom ha tentato di sensibilizzare i gestori invitandoli, nelle more del ripristino delle linee telefoniche, a porre in essere azioni al fine di agevolare l'utilizzo dei servizi. Alcuni gestori e, in particolare, Vodafone, Telecom e Wind, hanno quindi provveduto ad erogare gratuitamente traffico voce, sms e dati sulle utenze dei clienti residenti nei comuni più disagiati. La situazione di emergenza, con l'isolamento di interi comuni, ha comportato un aumento considerevole delle istanze di conciliazione presentate al Corecom e volte ad ottenere un giusto indennizzo per il periodo di sospensione». Nel periodo 16-24 gennaio le istanze presentate sono state 419, di cui 152 richieste di provvedimenti temporanei d'urgenza per la riattivazione dei servizi telefonici. Lucci ha poi «richiamato» alcuni sindaci, che «hanno fatto polemica sui giornali contro tutto e tutti, ma non ci hanno chiamato».
LA REPLICA. In serata è arrivata una nota di replica di Tim: «Contrariamente a quanto affermato dal presidente del Corecom Abruzzo, Tim ha mostrato in sede di conciliazione la massima disponibilità a riconoscere forme di rimborso per i disservizi telefonici che si sono verificati nella fase di emergenza conseguente agli eccezionali eventi di maltempo che hanno colpito l'Abruzzo nella seconda metà di gennaio. Tim desidera sottolineare di aver registrato, nella fase di emergenza, numerosi disservizi di rete fissa e mobile dovuti alla diffusa mancanza di alimentazione della rete primaria e secondaria da parte del gestore elettrico». (d.v.)
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