Sequestrata una maxi discarica: auto, motorini e rifiuti speciali

Scattano i sigilli a un’area di 1.500 metri quadrati nella frazione di San Nicolò, c’è un indagato Trovate 34 vecchie macchine, tre ciclomotori, batterie e materiale smaltito senza autorizzazione
TERAMO. La tutela dell’ambiente che si incrocia all’attività di repressione di reati in settori extra-tributari: è il connubio che ha portato la guardia di finanza al sequestro di una maxi discarica abusiva diventata deposito illegale di vecchie macchine, ciclomotori, vecchie batterie con il carico di rifiuti speciali che necessitano di operazioni di smaltimento particolari che in questo caso nessuno ha seguito.
L’operazione dei militari del nucleo mobile del gruppo del comando provinciale della guardia di finanza (comando guidato dal colonnello Fabrizio Chirico), ha permesso di mettere i sigilli a un’area di 1.500 metri quadrati che si trova nella frazione di San Nicolò. Con il sequestro è scattata la denuncia nei confronti del titolare per i reati di gestione di rifiuti e veicoli fuori uso non autorizzata.
All’interno della vasta area, in cui si trovano due fabbricati in disuso, sono stati trovati 34 autoveicoli, 21 dei quali dotati di targa mentre gli altri privi di ogni elemento di riconoscimento, 3 ciclomotori, di cui uno dotato di targa, diverse batterie di macchina e rifiuti di vario genere. In particolare, è emerso da un primo esame, rifiuti il cui smaltimento necessita del rispetto di complesse normative proprio per la tutela dell’ambiente. E in questo contesto sono in corso accertamenti proprio per stabilire, con certezza, il tipo di rifiuti smaltito e le modalità di smaltimento che, evidentemente, non sono state rispettate. «L’attività posta in essere», scrive la Finanza, «conferma l’attenzione che il corpo riserva alla prevenzione e al contrasto degli illeciti in materia ambientale.
Indagini sono in corso per accertare la provenienza di tutto il materiale trovato nell’area per cui è scattato il sequestro. Va detto che ormai da tempo è apparso chiaro come i reati ambientali – oltre alle discariche abusive disseminate sul territorio ci sono i casi più gravi di sversamento di liquidi inquinanti in mare oppure nei corsi di acqua, oppure le tonnellate di materiale risultate gettate in cave abusive – siano strettamente legati ai reati economico-tributari. Cioè all’evasione fiscale, fatture false, operazioni inesistenti e frodi comunitarie inerenti smaltimento di rifiuti, in particolare quelli pericolosi e bonifiche dei siti. Tutto, naturalmente, con margini di guadagno sempre più alti per chi opera nel più totale mancato rispetto delle norme.
Un fronte su cui la guardia di finanza è impegnata ormai da anni con attività di vigilanza che vengono portate avanti assiduamente su tutto il territorio nazionale.
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