Sequestrati 150 milioni ai fratelli Ciaccia

Misura di prevenzione del tribunale di Roma, non interessate le quote della società biancorossa ma quelle del Fiuggi
TERAMO. Appena il tempo di tirare un sospiro di sollievo per la mancata convalida dei fermi del 25 novembre scorso e il dissequestro dei beni, ed ecco un nuovo missile lanciato dagli uffici giudiziari romani sui fratelli Davide e Mario Ciaccia, che poco più di un mese fa sono diventati i proprietari del Teramo calcio acquistando da Franco Iachini il 60 per cento delle quote. Nei loro confronti la guardia di finanza di Roma ha eseguito ieri una misura di prevenzione patrimoniale chiesta dalla Procura romana e ordinata dal tribunale dell’esecuzione, sequestrando circa 150 milioni di euro tra beni mobili e immobili. Stavolta non ci sono le quote del Teramo, ma le conseguenze sulla società biancorossa saranno comunque inevitabili.
Quello di ieri è un provvedimento finalizzato alla confisca dei beni e previsto dal decreto legislativo 159 (la cosiddetta legge antimafia). E va subito chiarito che non c’entra nulla l’inchiesta per cui i due imprenditori erano stati sottoposti a fermo a novembre con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato (poi il gip non aveva convalidato l'arresto). In quell'ambito si era proceduto al sequestro di oltre 300 beni per un valore complessivo di 120 milioni di euro, tra cui le quote del Teramo calcio, ma poi il sequestro era stato annullato. Il provvedimento eseguito ieri – chiesto dallo stesso pm che aveva emesso il decreto di fermo, Francesco Marinaro – scaturisce, per così dire, dal pregresso: ovvero dalla sproporzione tra il reddito dichiarato dai Ciaccia e il patrimonio nella loro disponibilità, ma anche dai precedenti con la giustizia e in particolare dalla condanna a cinque anni in primo grado – si deve ancora discutere l’appello – che i due hanno subìto a seguito di una bancarotta per la quale, tre anni fa, furono anche arrestati. Il tribunale romano ha fissato al 21 marzo l’udienza nella quale valuterà il ricorso dei Ciaccia (i loro legali Gianluca Tognozzi e Giorgio Martellino lo stanno già preparando) e deciderà se confermare o meno la misura.
Intanto, l’ambiente sportivo cittadino torna a tremare. Perché se tra gli immobili e società sequestrati ieri figura l’Ads Atletico Terme Fiuggi, squadra di serie D, e non c’è direttamente il Teramo calcio, tuttavia la misura di ieri tocca anche la Edil Green, società di cui è titolare l’attuale amministratore delegato biancorosso Massimo Chierchia. Chierchia potrebbe essere costretto a dimettersi e il Teramo costretto a nominare un nuovo Cda, ma soprattutto a questo punto appare molto remota la possibilità che la Federcalcio dia il via libera al passaggio di quote da Iachini ai Ciaccia. E se arriverà questo stop, con contestuale penalizzazione in classifica alla squadra, si apriranno scenari drammatici.
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