Sequestrati centinaia di ombrelloni lasciati sulle spiagge libere

Martinsicuro, in tanti non riportano le attrezzature a casa Dopo il blitz del Comune, tutto il materiale verrà distrutto
MARTINSICURO. Nella notte tra venerdì e ieri è scattato il primo blitz della stagione su tutti i tratti di spiaggia libera a caccia di ombrelloni e sdraio lasciati incustoditi sull’arenile. Complessivamente sono stati sequestrati oltre 200 ombrelloni e altrettante attrezzature da spiaggia come sedie e sdraio.
L'operazione è stata effettuata con mezzi ed operatori comunali dell'area manutenzione, con il supporto del personale del comando di polizia municipale e della Poliservice. Interessate tutte la spiagge libere dalla foce del Tronto a quella del Vibrata. «In ottemperanza di un’ordinanza sindacale», fa sapere l’assessore ai lavori pubblici Monica Persiani, «si è proceduto la scorsa notte all'intervento di rimozione delle attrezzature balneari e di tutti gli oggetti presenti sulle nostre spiagge libere. Tali attrezzature verranno immediatamente distrutte in quanto ritenute abbandonate e potenzialmente canale di diffusione del contagio da Covid-19».
Infatti mentre negli anni scorsi dopo i blitz l’attrezzatura sequestrata veniva stoccata per un determinato periodo, molto spesso nei magazzini comunali, per dare modo ai proprietari di farne richiesta (anche se in pochissimi lo hanno fatto in quanto l’ammenda da pagare era spesso superiore al prezzo dell’articolo sequestrato), quest’anno il materiale viene distrutto.
La Poliservice provvederà direttamente alla distruzione delle attrezzature sequestrate che saranno portate in discarica in quanto ritenute potenziale canale di diffusione della pandemia. Quello scattato la notte scorsa negli oltre tre chilometri di spiaggia libera della cittadina non sarà l’unico blitz. Altri, infatti, ne sono stati preannunciati per sequestrare l’attrezzatura abbandonata nelle ore notturne. A cominciare proprio dagli ombrelloni lasciati nei paletti in plastica posizionati dal Comune sulle spiagge libere per garantire il distanziamento.
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