Sequestrati materiali ferrosi per 2,2 milioni

Corropoli, il titolare dell’azienda denunciato per traffico illecito di rifiuti e gestione non autorizzata
CORROPOLI. L’inchiesta su traffico illecito di rifiuti che aveva visto il Roa di Pescara individuare un’enorme quantità di rifiuti ferrosi a Corropoli, ha portato ora al sequestro di beni per un valore di 2,2 milioni di euro.
I finanzieri del reparto operativo aeronavale di Pescara a cui hanno dato supporto i colleghi della tenenza di Nereto, avevano individuato una estesa area aziendale a Corropoli adibita al trattamento e recupero rifiuti che, per le sue caratteristiche e per la sua vastità, risultava di potenziale interesse operativo. Venne accertata la presenza di circa 3.500 tonnellate di materiale ferroso illecitamente gestito, ben oltre le quantità massima concessa all’azienda e, per la quasi totalità, priva di tracciabilità documentale. Per questo è scattata la misura cautelare del sequestro preventivo dell’area aziendale per una superficie di circa 10mila metri quadrati, nonché dei rifiuti stoccati, per un valore stimato di circa duemilioni e 200mila euro. L’amministratore unico della società è stato denunciato alla magistratura perché ritenuto responsabile di “attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti” e della “gestione di rifiuti non autorizzata” nonché per ulteriori violazioni alla normativa ambientale. Il risultato conseguito testimonia il costante impegno espresso dal reparto operativo aeronavale della guardia di finanza nel corso dell’ultima annualità, attraverso una incisiva azione repressiva a contrasto alla criminalità ambientale. All’operazione, che aveva avuto avvio il 24 marzo scorso, ha partecipato da terra la tenenza di Nereto. I successivi sviluppi dell’indagine ha portato al sequestro preventivo dei beni aziendali e del materiale che non poteva essere stoccato in quella maniera e per quelle quantità come le indagini aeree avevano individuato.(a.d.p.)

