Serata danzante viola le norme anti-Covid, multato il “Venere”

4 Settembre 2020

Blitz dei carabinieri durante l’ultimo evento dell’estate nel noto stabilimento. E a Silvi i militari sospendono l’attività di un lido perché impiegava tre lavoratori in nero e privi di visita medica

GIULIANOVA. Occhi puntati da parte dei carabinieri della compagnia giuliese su alcuni stabilimenti del litorale teramano tra cui lo storico Venere di Giulianova, ubicato sul lungomare monumentale Zara. In questo noto locale gli uomini dell’Arma, di concerto con personale del Nucleo ispettorato del lavoro di Teramo, mercoledì sera hanno accertato alcune infrazioni alla normativa in tema di emergenza sanitaria. Un dipendente dello chalet è stato sorpreso senza mascherina mentre serviva da bere al dj. Nel contempo il titolare è stato sanzionato in quanto la clientela presente si divertiva ballando. Questo nonostante il divieto di intrattenimenti danzanti dalle ore 18 fino alle ore 6 del mattino successivo, disposto dal Ministero della Salute con il decreto del 16 agosto scorso finalizzato al contenimento della pandemia da Covid-19. Il locale è stato multato con un’ammenda di circa 300 euro.
Uno dei titolari del Venere, Paolo Giorgini, commenta l’episodio con calma olimpica: «Nell’altro mio locale ci sono state quest’estate quattro ispezioni diverse e tutto è andato liscio, nel senso che non sono state trovate difformità di sorta. Però se al Venere sono state evidenziate delle anomalie, nulla da dire sulla multa applicataci. So solo che sono entrati prima due agenti in borghese che hanno filmato e poco dopo altri uomini in divisa. Mi risulta che il conduttore della serata abbia più volte raccomandato l’uso della mascherina e l’osservanza del distanziamento. E pensare che non avevamo intenzione di programmare la serata, che comunque è stata l’ultima dell’estate». L’appuntamento di mercoledì, ultima notte dell’estate come è stato precisato in locandina, era dedicato a “C’è posta per te”, aperitivo con musica.
Un’altra situazione, meno clamorosa ma forse più grave, è venuta fuori a Silvi Marina dove in uno stabilimento sono stati identificati ben tre lavoratori in nero su quattro dipendenti presenti al momento. Evidenziate anche gravi violazioni in tema di prevenzione alla diffusione dell’infezione da Covid-19 in quanto, conseguentemente all’assunzione dei lavoratori in nero, tutti i dipendenti non avevano effettuato la prevista visita medica prima di essere avviati all’attività di cameriere. I carabinieri hanno anche accertato l’assenza nel bar e nel ristorante delle informazioni da fornire, mediante apposita cartellonistica, a dipendenti e clienti in merito al rischio epidemiologico. A causa delle assunzioni in nero è stata sospesa immediatamente l’attività imprenditoriale, mentre per il resto è stata comminata una sanzione amministrativa di 14.500 euro. Altri controlli hanno riguardato esercizi di Roseto e Pineto, ma senza esiti rilevanti.
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