Serie di decreti ingiuntivi al Comune di Sant’Omero

5 Aprile 2017

Pignorati dalle imprese creditrici tutti i soldi dell’ente depositati alle Poste Bilancio salvo solo grazie al regolamento che salvaguarda le somme di tesoreria

SANT'OMERO. I creditori "aggrediscono" le casse comunali e pignorano i denari depositati alle Poste. Al Comune di Sant'Omero il bilancio va in fibrillazione dopo che a palazzo stanno giungendo una serie di decreti ingiuntivi da parte delle imprese che negli anni hanno maturato crediti nei confronti dell'ente che, poi, non ha evidentemente potuto onorarli. Da Poste Italiane è giunta anche comunicazione che è stata superata la capienza economica, per cui non può più accettare pignoramenti. I decreti ingiuntivi sarebbero la risultante di debiti non pagati in questi anni dall'ente, che non trova soluzione per arginare le tegole su tegole che piovono sopra la sua contabilità in rosso. All'amministrazione civica non resta che osservare quasi inerme ciò che sta accadendo. La soluzione sarebbe solo quella di presentare opposizione ai decreti, ammesso che ce ne siano le condizioni, ma significa prevedere spese per incarichi legali.

Le somme pignorabili sono quelle di conto corrente postale dove transitano pagamenti a mezzo bollettino per tasse, tariffe e versamenti per servizi vari che, così, non entrano direttamente nella tesoreria comunale. A salvare le risorse di bilancio è il regolamento comunale sulle somme impignorabili che Sant'Omero, al pari di tutti i Comuni, ha varato per stabilire quali siano le somme soggette a pignoramento e quali no. Per cui diventa impossibile, per fortuna dell'ente, procedere al pignoramento delle somme di tesoreria. Quelle però delle Poste sono suscettibili di essere intercettate dai decreti ingiuntivi, come di fatto sta accadendo.

Al momento non è possibile avere una quantificazione esatta dei decreti notificati e nemmeno di quanti ne arriveranno ancora. Nei mesi trascorsi sono stati diversi i debiti fuori bilancio riconosciuti dall’amministrazione, alcuni per decine di migliaia di euro. Il debito più grosso che penalizza non poco le scarne casse del Comune riguarda il debito De Berardiniis che ammonta a 680mila euro, cifra concordata rispetto ai 750mila euro iniziali grazie alla transazione stragiudiziale operata dal sindaco Andrea Luzii con i proprietari dei terreni delle lottizzazioni espropriati e mai indennizzati (nel periodo 2002-2003 quando i terreni valevano molto meno di 100mila euro). Così facendo, Luzii era riuscito a ridurre la somma stabilita in sentenza inizialmente. Nel frattempo resta sospesa la sentenza del Tar dell'Aquila sul default del Comune dopo il rinvio del merito inizialmente previsto lo scorso dicembre.

Alex De Palo

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