Serve il parere di un agronomo per riaprire il giardino della Villa

10 Febbraio 2022

Alcuni alberi non sono sicuri, l’amministrazione affiderà a un esperto una verifica accurata Intanto i lavori di restauro del seminterrato e del piano terra dell’immobile sono quasi completati

ROSETO. «A breve approveremo un piano del verde pubblico, e nel frattempo incaricheremo un agronomo per verificare la stabilità degli alberi del giardino della villa comunale». A dirlo è il sindaco Mario Nugnes, che avrebbe voluto riaprire il giardino della Villa, in accordo con il vice sindaco Angelo Marcone, alcuni giorni prima di Natale. Alcuni alberi però, come fece notare l'operaio comunale Ivan Centola a metà dicembre, potrebbero essere a rischio crollo e così, dopo un sopralluogo effettuato dal sindaco stesso a dicembre, si è deciso per una verifica del patrimonio arboreo al fine di riaprire il giardino in sicurezza. Nel novembre 2018 un pino secco, segnalato più volte da esperti del settore, si spezzò e un ramo cadde in via Matteotti, finendo su un’auto e un furgone; attualmente un eucalipto nella zona sud del giardino ha dei rami pericolanti. La precedente amministrazione ha effettuato un intervento nel giardino eliminando alcune palme ammalorate, ma su altri alberi non è stata fatta alcuna verifica.
In merito alla villa comunale, i lavori di restauro sono oramai quasi conclusi e a breve verrà riaperta. Gli interventi hanno interessato il seminterrato, il tetto e il piano terra, che sarà destinato al Coc (il centro operativo comunale per le emergenze), ma non il primo e il secondo piano, che dovranno essere completati con un ulteriore finanziamento di circa 500mila euro. Le buone notizie non cancellano i sei anni di chiusura della struttura, simbolo della cultura rosetana, e del suo parco. Secondo il cronoprogramma iniziale, come d’altronde è scritto nel cartello di cantiere, i lavori, iniziati il 24 giugno 2016 durante gli ultimi sei mesi dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Enio Pavone, avrebbero dovuto essere conclusi entro il 2 dicembre 2017. Una prima perizia di variante però, dovuta a una serie di interventi “non previsti”, determinò un primo ritardo. La precedente amministrazione avrebbe voluto riaprire la villa entro giugno 2018, ma ecco un’altra perizia di variante. I lavori sono stati bloccati due anni e mezzo, e per questo la Dag costruzioni ha richiesto un risarcimento danni all’ex amministrazione per il cantiere bloccato, inizialmente di 160mila euro, somma che dopo un accordo bonario è stata ridotta a 65mila euro: a dicembre 2020 è stato finalmente raggiunto l’accordo, e nei primi mesi del 2021 è stata approvata la perizia di variante per far ripartire i lavori.
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