Servizi ai disabili più costosi Scatta la protesta delle famiglie

14 Aprile 2018

Una madre, Patricia Corradi, denuncia: «Per l’assistenza domiciliare spendo meno dai privati» L’assessore al sociale Di Bartolomeo: «Per i casi più gravi il Comune può prevedere dei contributi»

ROSETO. «Le famiglie meno abbienti avranno difficoltà a pagare i servizi per i loro figli disabili, e forse qualcuna sarà costretta anche a rinunciare». A lanciare l’allarme è Patricia Corradi, madre di un ragazzo disabile, dopo l’annuncio da parte del Comune di Roseto delle tariffe per i vari servizi dei disabili, attive dal 1° aprile 2018. La signora Corradi ha raccolto le preoccupazioni di alcune famiglie che sono in una fascia di reddito medio-bassa, compresa tra gli 8 mila e 20 mila euro Isee, quelle che più richiedono questi servizi e che hanno maggiori difficoltà. «Le tariffe», precisa Corradi, «sono state stabilite dalla Regione Abruzzo e, dagli 8 fino ai 20 mila euro di reddito Isee, le percentuali di compartecipazione dell’utente variano dal 20 al 40 per cento. Nulla però impedisce al Comune di sanare le questioni più esose, per cercare di agevolare queste povere famiglie». Corradi, inoltre, sottolinea come nel caso dell’assistenza domiciliare lei pagherebbe meno se si rivolgesse a un privato. «Per l’assistenza domiciliare», spiega, «in base al mio reddito dovrei pagare una tariffa oraria di 11 euro e 55 centesimi, mentre se mi affidassi a un privato, mi costerebbe al massimo 8 euro. Per i redditi più alti la tariffa oraria è di 21 euro, elevatissima. Per il trasporto anziani e disabili, poi, io dovrei pagare 11 euro al giorno, e chi ha reddito più basso, per esempio 15 mila euro, paga 8 euro al giorno. I costi sono elevati e molte famiglie soffriranno». Discorso diverso per il centro diurno, perché fino a giugno c’è una convenzione tra il Comune e l’associazione “Dimensione Volontario”, che ha assicurato che le nuove tariffe non saranno applicate, almeno fino al mese di giugno. L’assessore alle politiche sociali Luciana Di Bartolomeo, spiega che la compartecipazione che determina le nuove tariffe, stipulata dalla Regione Abruzzo nel 2016, il Comune l’ha dovuta applicare necessariamente dal 1° aprile 2018: «Il problema maggiore è che prima i servizi per i disabili erano gratuiti, mentre ora si pagano ed è chiaro che alcune famiglie possono avere difficoltà. Molti rientreranno nell’Isee socio-sanitario e si avranno ulteriori riduzioni. Come Comune possiamo prevedere, nei casi più gravi, dei contributi»”. Per l’ex assessore al sociale, e ora consigliere d’opposizione, Alessandro Recchiuti molto dipende dalla rinuncia dell’amministrazione rosetana ad entrare nell’Unione dei Comuni. «Prima Roseto era un fiore all’occhiello per il sociale», afferma Recchiuti, «ora invece deve subire le decisioni altrui. Non è possibile che comuni come Bellante o Mosciano, con tutto il rispetto per loro, contino di più di Roseto, la seconda città della Provincia di Teramo».
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