Servizi comunali alla coop Esposto alla Corte dei conti

6 Febbraio 2015

Torano, il gruppo di opposizione ricorre contro l’affidamento esterno e chiede chiarezza sulla chiamata in servizio della mamma di un assessore

TORANO. Il Comune di Torano Nuovo affida ad una cooperativa alcuni servizi a supporto degli uffici amministrativi e l’opposizione invia gli atti alla Corte dei conti ritenendo illegittima la delibera di giunta. Nel ricorso, chiede anche di verificare se sia legittimo che una delle figure professionali chiamate in servizio abbia legami di parentela con un amministratore.

Il gruppo “I Love Torano Nuovo”, capitanato dal consigliere Luca Frangioni, si rivolge al prefetto lamentando l’impossibilità dell’accesso ai atti, la mancata risposta nei termini di legge a interrogazioni ed interpellanze presentate qualche mese fa. Mette molta carne al fuoco il gruppo consiliare che passa all’attacco. «La delibera con cui la giunta ha affidato i servizi alla cooperativa è in palese elusione del divieto di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come assunzione di personale», sostengono i consiglieri Frangioni, Francesco Luciani e Daniela De Amicis, «che si tratti di assunzione è specificato nel contratto di affidamento. Per di più, a fronte del pagamento della prestazione, il Comune concede l’uso di strumenti e strutture pubbliche di anagrafe, tributi e segreteria». I consiglieri si rivolgono al prefetto chiedendogli «di ripristinare la legalità». Alle interrogazioni ed interpellanze rivolte al sindaco non hanno ricevuto risposta «in violazione alla legge ed allo statuto comunale», sostiene l’opposizione. Il sindaco Alessandro Di Giacinto si dice tranquillo. «L’opposizione non sa forse che abbiamo solo cinque dipendenti e che più funzioni fanno capo spesso allo stesso dipendente? Ci siamo rivolti alla cooperativa per evitare l’esternalizzazione ed assicurare un servizio. Basti pensare che solo di Ici abbiamo recuperato 30mila euro e la cooperativa per 18 mesi ce ne costa 45mila. Risulta normale, dunque, che utilizzi gli strumenti di lavoro comunale» Il sindaco prosegue dicendo: «Se l’opposizione ritiene la delibera illegittima si rivolga ad altri organi non al sindaco chiedendogli di revocare un provvedimento da me ritenuto legittimo. Quanto alla madre dell’assessore comunale, la stessa nel tempo (prima della carica elettiva del figlio (ndc) ha prestato servizio per il Comune. E’ stata richiamata semplicemente per la sua esperienza professionale. La nostra amministrazione è stata giudicata trasparente dal nucleo di valutazione, se vuole gli atti la minoranza faccia richiesta di accesso. Non sono un sindaco sprovveduto, ho fatto l’assessore in precedenza. Ho rinunciato a 10mila euro l’anno di stipendio, loro a 9 euro di gettone a consiglio».

Alex De Palo

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